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De Simone: “Il Sistri è inefficace e inadatto alle piccole imprese”

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Andrea De Simone

Andrea De Simone

Riceviamo e pubblichiamo – Con un decreto ministeriale del 21 marzo, Corrado Clini, ministro dell’Ambiente, ha rilanciato il sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri) a partire dal primo ottobre 2013 per le aziende produttrici di rifiuti pericolosi con più di dieci dipendenti e per gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti pericolosi.

Per tutte le altre imprese l’avvio del sistema è fissato invece per il 3 marzo 2014.

Torna dunque alla ribalta il Sistri, il cui lancio era stato rinviato due volte negli ultimi anni a causa delle proteste delle migliaia di imprese coinvolte. Cos’è cambiato dunque? È quello che chiede Confartigianato Imprese di Viterbo, ritenendo doveroso da parte del ministro fare chiarezza sulla riattivazione del sistema. Già, perché le perplessità sui malfunzionamenti della procedura insistono e la sola idea che le imprese siano costrette a patire ulteriori danni economici non è accettabile.

“La decisione di Clini è sorprendente – spiega Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato – e, alla luce dei “difetti” rilevabili nel sistema, non poco preoccupante. Il Sistri, così come è stato ideato, è assolutamente inefficace e completamente inadatto alle piccole imprese, che verrebbero appesantite, una volta di più, da oneri burocratici e costi impropri”.

La decisione del ministro Clini ha destato molta perplessità soprattutto perché appare in netto contrasto con quanto riscontrato dalle imprese in merito al Sistri e, di conseguenza, con quanto evidenziato nella relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Inadeguatezza e farraginosità delle procedure, complessità del sistema organizzativo e logistico, malfunzionamento rilevato nel funzionamento dell’hardware e del software, costi e oneri – primo fra tutti il pagamento dei contributi di iscrizione al sistema. Queste sono le caratteristiche che fanno del Sistri un sistema ingestibile e difficilmente riformabile.

Non è tutto: altra fonte di disagio è la disposizione dell’entrata in operatività graduale tra rifiuti pericolosi e non pericolosi. Questa circostanza, infatti, in assenza di un congruo periodo di sperimentazione rischia di generare un blocco operativo per chi, come i trasportatori, si troverà costretto a operare seguendo diverse procedure e diverse tecnologie informatiche.

“Sembra quasi – continua De Simone – che il rilancio del Sistri voglia alimentare ulteriore confusione su una materia fin troppo delicata e complessa. Il sistema di tracciabilità dei rifiuti non potrà che nuocere alle piccole e medie imprese che, dal canto loro, non vogliono saperne di un sistema sul quale sono state espresse numerose critiche rispetto a una serie di fattori che vanno dal procedimento di affidamento del servizio alla quantificazione dei costi”.

Insomma dal Ministero dovranno arrivare elementi che facciano chiarezza sulla questione perché il mondo imprenditoriale non accetterà in silenzio l’attivazione di un sistema che, fin troppo lontano dai criteri di efficienza, trasparenza, economicità e semplicità, andrebbe totalmente riprogettato e sostituito con un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi.

L’aspetto positivo è che il ministro ha frapposto sei mesi tra il decreto e la data di avvio del sistema: un periodo utile per poter affrontare le problematiche poste sul tavolo dalle imprese.

Confartigianato


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