![]() Il fontanile di Sant'Angelo a Tuscania |
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Riceviamo e pubblichiamo – Sono passati quattro anni da quando l’allora assessore all’ambiente della Provincia di Viterbo, Tolmino Piazzai, annunciava l’approvazione del progetto che, oltre ai lavori per il potenziamento del depuratore comunale, prevedeva il ripristino della sorgente e del fontanile di Sant’Angelo.
Un investimento da un milione e 430mila euro che la Regione Lazio consentiva di realizzare concedendo il totale finanziamento dell’opera “cruciale per la riserva naturale di Tuscania”.
Bisognerà aspettare il dicembre 2011, due anni dopo, perché il successore di Piazzai, Paolo Equitani, annunciasse la conclusione delle operazioni per ottenere i permessi e le autorizzazioni necessarie al fine di poter intraprendere la gara d’appalto che l’assessore annunciava come “imminente”.
Infatti, un mese dopo, il 17 gennaio 2012 arriva un altro bell’articolo, un altro bel proclama: è stata finalmente esperita la gara d’appalto! E allora? Perché ancora oggi, a distanza di più di un anno i cittadini devono ancora chiedersi cosa ne sarà del fontanile? Non ci sono cantieri all’orizzonte.
La situazione della struttura, dal lontano 2009 è andata peggiorando. L’esigua quantità di acqua che alimentava il fontanile è scomparsa del tutto. Le opere idrauliche necessarie al ripristino potrebbero annunciarsi più difficili del previsto. Il costo iniziale del progetto, da un milione e 430mila euro si è andato riducendo, prima a un milione e 100mila euro poi, in gara, a 628.309,85.
Ci auguriamo che la somma sia sufficiente per il potenziamento del depuratore, ancora oggetto di lavori, e per il fontanile. Qualche dubbio però ce lo abbiamo.
L’ex assessore Piazzai aveva previsto per Sant’Angelo: “il ripristino dei collegamenti idraulici necessari per assicurare l’adduzione di acqua alla fontanella, (…) la verifica dell’integrità e l’eventuale ripristino della tubazione che collega la fontanella al pozzetto posto dietro al muro di contenimento, oltre ad interventi di drenaggio e impermeabilizzazioni.
Ulteriori interventi – chiariva Piazzai – riguardano, oltre la pulizia generale, la pavimentazione dell’area della fontanella: al posto del cemento, si proverà con la posa in opera di lastre di peperino”.
Dal 2009 ad oggi sono passati 4 anni. Il tempo è stato inclemente con la struttura che versa in uno stato di completo abbandono. Quanti altri proclami dovrà attendere Tuscania perché l’opera venga realizzata nel modo inizialmente previsto?
La storia di Sant’Angelo ce ne ricorda un’altra ben più amara, quella del centro Alzheimer: promesse da Regione, Provincia e Comune, articoli sulla stampa locale, comizi, dibattiti, finanziamenti stanziati, gare d’appalto imminenti. Una vicenda conclusasi nel peggiore dei modi, centinaia di scartoffie rimaste lettera morta delle quali la città ancora cerca spiegazioni.
Marco Quarantotti
Pd Tuscania

