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Giro di prostituzione, patteggiano tutti

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Alessandro Ceccarelli

Alessandro Ceccarelli

Roldano Baglioni

Roldano Baglioni

Maurizio Maravalle

Maurizio Maravalle

Tre patteggiamenti su tre.

Così si è conclusa l’inchiesta Hot Line, sul giro di case del sesso scoperto da polizia e carabinieri a maggio 2011.

In tre finirono in manette nell’omonimo blitz: l’ex commerciante 41enne di Castel Viscardo Alessandro Ceccarelli, l’operaio 51enne di Acquapendente Maurizio Maravalle e l’albergatore 52enne di San Lorenzo Nuovo Roldano Baglioni.

L’udienza era fissata per ieri mattina, davanti al giudice Salvatore Fanti. Tutti e tre hanno chiesto e ottenuto il patteggiamento: un anno e dieci mesi per Maravalle e Ceccarelli (difesi dai legali Vincenzo Dionisi e Franco Taurchini), un anno e sei mesi per Baglioni (assistito dall’avvocato Enrico Valentini).

Mentre i primi due beneficeranno della condizionale – l’istituto che sospende la pena quando è inferiore a due anni -, non varrà lo stesso per Baglioni. L’albergatore, infatti, aveva già precedenti analoghi. Nel 2011 fu arrestato per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, con l’accusa di aver messo a disposizione le sue stanze a una squillo, in cambio di una parte dei guadagni. Anche in quell’occasione, l’albergatore patteggiò.

Ceccarelli, Maravalle e Baglioni avrebbero messo in piedi un giro di prostitute, tra ragazze e trans, che offrivano sesso a pagamento in alloggi del centro storico di Viterbo e di Montefiascone. Quattro finirono sotto sequestro.

L’indagine del pm Massimiliano Siddi avrebbe portato a galla un business pianificato nei minimi dettagli. Con i tre che si sarebbero occupati di tutta una serie di attività collaterali alla prostituzione: dagli annunci erotici, per pubblicizzare le prestazioni sessuali, al trasporto delle ragazze, fatte ruotare da un appartamento all’altro per non destare sospetti.

L’indagine ha avuto un seguito: l’operazione Hot Line 2. Dalle intercettazioni a carico dei tre è emerso che Baglioni, in particolare, aveva frequenti contatti con un’altra banda del mercato del sesso, attiva a Perugia. In quel caso, gli arresti scattarono per altre quattro persone.

 


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