Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore,
lungi da me entrare in una disputa politica o ancorché sociale, non sono all’altezza, ma vorrei puntualizzare alcuni elementi della vicenda che mi ha vista coinvolta nelle recente cronaca.
Le dichiarazioni del sindaco Marini sono di certo apprezzabili, poiché denotano un certo interesse alla mia situazione, ma alcune cose vanno dette. Va detto che nella città di Viterbo il problema alloggi esiste ed è sotto gli occhi di tutti.
Circa sei mesi fa mi sono rivolta all’avvocato De Santis al fine di cercare di comprendere se avessi diritti di fronte allo sfratto esecutivo così come intimatomi ma, ahimé, ho appresso che non c’era nulla da fare giuridicamente. Solo grazie all’aiuto dell’avvocato e di alcune persone che mi sono state accanto, ho cercato di capire come fare.
L’assessore Sabatini non aveva più l’assessorato. Il nuovo assessore Zucchi non ha fatto in tempo a prendere cognizione della situazione che si è dimesso. Non sono sei mesi che non mi faccio sentire ai servizi sociali, sono sei mesi che non c’è un governo in questa città dei medesimi.
In questa città le case occupate sono molte, alcune disabitate ma controllate al fine di poterle traferire a propri parenti e amici. In alcune addirittura, come la vecchia sede dei vigili urbani, il Comune paga l’affitto da anni e dentro ci sono persone che l’hanno occupata abusivamente.
Mi è stato proposto di andare in casa famiglia delle giovani madri, ma io una famiglia ce l’ho e non posso dividerla perché non posso permettermi un tetto. Meglio in strada, ma almeno insieme.
Ho paura per i miei figli, ho paura che me li tolgano perché non sono in grado di garantire loro un’abitazione. Ma mi faccio solo una domanda: perché le case dell’Ater occupate abusivamente o libere ma non assegnate, devono essere un danno alle mie necessità, quando un affitto seppure minimo, e con sforzi e aiuti, potrei pagarlo?
Tiziana Maccarone
