![]() Enrico Mezzetti |
– Fioroni-Gigli-Sposetti sono andati alla ricerca del “moderato” perduto; del “borghese illuminato”, che dovrebbe schiudere le porte della amministrazione comunale a chi? A quale coalizione? Con quale programma? Con quali alleati? Con quali prospettive di discontinuità rispetto a un passato in cui, per esempio, tutte le principali scelte urbanistiche, e tutti i progetti territoriali (vedasi il mitico “aeroporto internazionale da venti milioni di passeggeri”) sono stati condivisi con le varie maggioranze?
Il mito del “moderato”? Che sciocchezza! Tanto più di questi tempi.
Vediamo il quadro nazionale: Peppe Grillo, come tutti sappiamo, è un noto “moderato” ed è per questo che riscuote tanto successo.
A sua volta Berlusconi non è da meno, notoriamente “moderato” e misuratissimo in tutte le sue esternazioni e i suoi comportamenti. Anche lui ha successo grazie alla sua “moderazione”. Si ribatte che i riferimenti nazionali non varrebbero per le elezioni comunali.
Allora prendiamo il caso di Peppe Fioroni. Qualifica politica: “moderato”. Alle elezioni comunali del 1995 (le ultime alle quali ha partecipato) cercò di utilizzare al massimo grado la rendita di posizione che gli derivava dalla carica istituzionale di sindaco uscente. Risultato: fu sonoramente battuto e non arrivò neppure al ballottaggio!
Nando Gigli: altro “moderato” doc. Alle elezioni comunali del 2008 quale candidato a sindaco prese meno voti della sua lista.
Potrei continuare, richiamarmi alle costosissime e fallimentari campagne elettorali di altri personaggi eccellenti che proponevano programmi “fotocopia” di quelli della coalizione avversaria che poi ha stravinto (ricordate? “Con Ugo si vola!”); ma mi fermo qui, per… carità di patria…
Malgrado tali evidenze (e le ripetute smentite elettorali, comprese le recenti “primarie”), ci si ostina ad affermare che questi signori avrebbero molto seguito e sarebbero in grado di assicurare molti voti.
E questi signori non rinunciano a voler apparire (a mio avviso anche per sciocca vanità) come i protagonisti della politica viterbese; ciechi di fronte alla evidenza che ogni loro sponsorizzazione è destinata a… bruciare il povero personaggio sponsorizzato.
Domanda: sono più i voti che attirano o quelli che respingono?
Per un elettore che vota una lista perché è espressione di Fioroni-Gigli-Sposetti, quanti elettori ci sono che non voteranno quella lista proprio perché è espressione di quei signori?!
Enrico Mezzetti
