– Restano separate le due vicende giudiziarie scaturite dall’inchiesta Asl.
Lo ha deciso il gup di Viterbo Luca Ghedini Ferri, all’udienza preliminare di stamattina.
Respinta la richiesta di accorpare i due filoni di indagine, come chiedevano gli avvocati di Giuseppe Aloisio e Ferdinando Selvaggini. Il primo, ex direttore generale dell’azienda sanitaria. L’altro ex responsabile del Centro elaborazione dati. Ma solo Aloisio è indagato in entrambi i procedimenti.
La procura contesta una lunga serie di appalti truccati: in cambio di tangenti, nel primo filone; di consenso politico nel secondo. Un calderone che comprende anche incarichi e consulenze a peso d’oro e la presunta truffa da oltre 20 milioni di euro con i rimborsi alla casa di cura di Nepi, degli imprenditori Roberto e Fabio Angelucci.
I pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma hanno insistito per tenere i procedimenti separati: a una maxi udienza preliminare con trenta imputati, hanno preferito due tronconi a sé stanti, per accelerare.
La speranza della procura è di evitare la prescrizione, che minaccia di mandare a monte soprattutto il primo filone degli appalti per informatica e telefonia ad aziende come l’Isa e l’Italbyte. Il gup ha accolto la richiesta all’udienza fiume di ieri mattina, incardinando un procedimento dopo l’altro.
Quello che vede, tra gli indagati, gli imprenditori Alfredo Moscaroli, Massimo Ceccarelli e Michele Di Mario è rinviato all’8 maggio. Di Mario e Ceccarelli hanno chiesto il patteggiamento insieme all’imprenditore Tommaso Rossi, della Italbyte, e alle società Isa e Lte, facente capo allo stesso Di Mario. Parte civile, in questo caso, solo la Asl di Viterbo.
L’altra tranche, più corposa, è andata avanti fino al primo pomeriggio, tra la valanga di eccezioni delle difese. Parti civili: Asl, Regione Lazio e l’associazione contro le illegalità e le mafie Antonino Caponnetto. Il responsabile provinciale era Luigi Daga, l’ex consigliere regionale, morto nel 2010, che anticipò molti dei temi caldi dell’inchiesta nel suo libro “Il salasso”. L’udienza preliminare per il secondo filone è rinviata al 23 aprile.






