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Infermieri e ausiliari, a un passo dalla paralisi dei servizi

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L'ospedale Belcolle di Viterbo

L'ospedale Belcolle di Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – La carenza di infermieri e ausiliari nei presidi ospedalieri è ormai divenuta una vera emergenza e se non si provvederà entro brevissimo termine con interventi anche in deroga ai piani di rientro e con una seria razionalizzazione delle risorse, sarà la paralisi dei servizi.

Al pronto soccorso di Belcolle, sono impegnati circa cinque o sei infermieri per turno mentre all’ospedale Sant’Andrea di Roma nonostante ci sia lo stesso accesso di pazienti, circa 150 nelle 24 ore, sono presenti mediamente dieci infermieri per turno, cioè circa il doppio “alla faccia dell’equità nella distribuzione delle risorse”.

Dei 17 ausiliari in dotazione al pronto soccorso di Belcolle inoltre, tre presentano una riduzione della capacità lavorativa e uno è assente per lunga malattia, tutti i sopra richiamati operatori sanitari sopportano un carico di lavoro non più sostenibile e pericoloso sia dal punto di vista professionale che per la tutela psicofisica degli stessi, si è potuto calcolare, anche se in modo approssimativo, che in un turno un ausiliario percorre circa 15 chilometri.

In tale situazione, ribadiamo la necessità di intervenire a tutti i livelli per lo sblocco del turn over, per la sostituzione del personale assente a vario titolo, per la pubblicazione dell’avviso per 16 infermieri recentemente deliberato.

Nelle more di quanto sopra, forse si potrebbero recuperare alcuni lavoratori sotto utilizzati, poco valorizzati e scarsamente partecipi dei processi lavorativi, che potrebbero essere impiegati più proficuamente sia presso il citato pronto soccorso che in altre unità operative ospedaliere.

Nondimeno, si potrebbero rilevare, anche quei casi di personale prescritto con ridotta capacità lavorativa, provati dal peso quotidiano del lavoro ordinario, mentre estremamente attivi, solerti ed efficientissimi, nella effettuazione di lavoro pagato in libera professione, aggiuntivo e comunque straordinario.

E’ bene ricordare inoltre, che l’elevato numero di unità operative complesse presenti nella Ausl di Viterbo, oltre a rappresentare un costo considerevole, rende l’organizzazione ospedaliera molto contraddittoria all’interno delle macroaree, per oggettive difficoltà soprattutto nella gestione dell’assistenza infermieristica.

Vorremmo evitare, un ulteriore decadimento dell’assistenza ai pazienti, che sarà inevitabile in caso di mancanza di interventi immediati e specifici, gli infermieri, gli ausiliari, ma anche medici e tecnici carenti in alcune unità operative che sono in prima linea, continuano con senso di responsabilità, a svolgere il proprio dovere, sicuramente poco incentivati e colpevolmente abbandonati.

Samir El Habib
Segretario aziendale Cob
Sindacato Fials


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