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Inutile riandare a elezioni subito…

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Ugo Sposetti

– “Andare di nuovo a elezioni per ripetere l’esperienza di febbraio?”

Ugo Sposetti del Pd non vede alcuna utilità nel ritornare subito alle urne, come avevano sostenuto alcuni degli esponenti del suo partito. Non vede di buon occhio nemmeno l’alleanza del Pd con Grillo che preferisce definire come “un pezzo di strada fatto insieme”.

Prima di tutto, per il neo senatore, bisogna pensare a chi soffre, alle imprese e a chi non ha lavoro. Poi, solo dopo la riforma elettorale, che Sposetti reputa la vera causa dell’ingovernabilità del paese, allora si potranno ipotizzare nuove elezioni.

Cosa ne pensa del fatto che all’interno del Pd, c’è chi dice di andare al voto?
“Non capisco come si possa andare al voto con questo sistema elettorale – risponde un po’ scettico Sposetti -. Cosa vogliamo fare, febbraio 2? – dice ironicamente -. La protesta e l’ingovernabilità del paese sono conseguenza del sistema elettorale”.

Quindi lei cosa farebbe?
“La prima cosa da fare è pensare a quelli che soffrono e cioè le imprese e i lavoratoti, ma anche a chi è senza uno stipendio e alle aziende che sono disperate perché non possono riscuotere i crediti dalle amministrazioni. Su questa direzione inoltre serve intervenire sulla riforma elettorale e il dimezzamento dei costi della politica Prima pensiamo a questo e poi si torna al voto. Non c’è problema”.

Cosa ne pensa dell’eventuale alleanza Pd-Grillo?
“Non mi pare si possa parlare di alleanza. Quando si sta nelle istituzioni, ci sono dei momenti in cui si confronta, ci si scontra e altri in cui si va d’accordo. Si possono fare dei pezzi di strada insieme, ma pensare a un’alleanza… “.

Come valuta il fatto che Matteo Renzi abbia abbandonato la direzione nazionale senza intervenire?
“Non vorrei parlare di Renzi”, risponde secco.

A oggi, secondo lei, il Pd ha fatto bene a non andare a elezioni subito dopo le dimissioni di Berlusconi?
“Su Facebook mi pare circoli una nota in cui si dice che se il Pd fosse andato a elezioni, Baggio avrebbe segnato il rigore del 1994. Col senno di poi…, col senno di poi non si costruisce nulla. Le decisioni vanno prese sul momento”.

Invece come vede la campagna elettorale in vista delle comunali di maggio?
“La vedo bene. Ci sono tre candidati per le primarie che hanno raccolto un bel po’ di firme, segno che c’è attenzione per il nostro lavoro. Ora aspettiamo l’esito e poi chi vince dovrà preparare un bel programma, un presupposto che spero però avvenga anche drante il percorso delle primarie”.

Si è fatto un’idea di quale candidato sostenere?
“No, anche perché non parteciperò alle primarie perché non sono elettore a Viterbo. Partecipo ad altre primarie, quelle di Roma”.

Come giudica il fatto che uno dei tre candidati, Leonardo Michelini, alla conferenza di presentazione del suo movimento abbia subito sottolineato il sostegno da parte di Zucchi, ex assessore comunale di centrodestra…
“Se Zucchi sostiene Michelini, non penso che lui debba rifiutarlo… sono problemi di Michelini comunque”.

Ma il fatto che lo abbia specificato già prima di decidere di scendere in campo, come lo valuta?
“Non mi crea nessun disturbo, ripeto, sono problemi di Michelini”.

Paola Pierdomenico


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