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Io sono più civico di te!

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Valerio De Nardo

– Le prossime elezioni comunali di Viterbo avevano già generato un notevole fermento nel circuito politico/mediatico locale, poi accresciutosi dopo le elezioni nazionali.

Già si annusava infatti un vento di grande cambiamento, ma l’onda grillina ha scompaginato ancor più gli schemi sui quali i giochi per la nuova amministrazione di palazzo dei Priori poggiavano le proprie fondamenta.

In questi ultimi giorni ho visto farsi grande uso dell’espressione “civico” per designare varie iniziative: primarie civiche, liste civiche. E tutti a rivendicare quanto io sia più civico di te.

Ad un certo punto ho sentito pertanto la necessità di sfogliare un dizionario per effettuare una rapida ricerca semantica. Il termine “civico” designerebbe ciò che “concerne il cittadino in quanto membro di uno stato, con valore prevalentemente etico: senso, dovere, virtù…”.

Ma più soddisfacente, in questo caso, appare il risultato che Wikipedia restituisce per “civismo”, il quale sarebbe una “visione della vita politica alternativa al sistema dei partiti che si propone di unire gli abitanti di una collettività intorno ai valori positivi della vita associata, aggregando individui che, provenienti da diversi ambiti sociali, collaborano per raggiungere un obiettivo comune legato alla tutela ed alla gestione dei beni appartenenti alla stessa comunità”.

In sostanza il problema che molti aspiranti sindaci o giù di lì si pongono è quello di differenziarsi dai partiti vecchi, brutti, sporchi e cattivi che hanno dominato la scena politica dalla nascita della Repubblica ad oggi, tanto nella cosiddetta prima (pre-tangentopoli) quanto nella seconda, morta pochi giorni fa.

Ma allora se il civismo è quella roba lì, si dovrebbe scegliere quello distillato allo stato puro, senza se e senza ma, doc, a 5 stelle insomma.

Delegittimare i competitori e gli avversari cercando di far vedere quanto il mio detersivo lavi più civico non mi pare una strategia convincente: come al solito in questo casi risulta meglio l’originale (che gode già di un buon 25/30% di consensi raccolti appena ieri) piuttosto che la fotocopia.

Seguo con interesse il percorso di Filippo Rossi, mi incuriosisce la dinamicità di Chiara Frontini, capisco l’operazione di immagine proposta da Leonardo Michelini, non mi dimentico delle iniziative di Solidarietà Cittadina di Marinelli e Immordino, né della Scelta civica di montiana ispirazione, ma, considerate le loro provenienze e quelle dei loro sostenitori, non mi pare esprimano più accentuato civismo rispetto all’esperienza di Raffaella Valeri, la cui candidatura alle primarie del centrosinistra nasce da un comitato spontaneo, “Viterbo bene comune”, per poi raccogliere l’appoggio di un intero partito e di esponenti di altri, in una competizione aperta che i partiti stessi hanno promosso.

A meno che avere a che fare con i partiti non comporti di per sé una qualche afflizione epidemica, poiché molti sedicenti civici potrebbero allora esserne portatori sani.

Non credo dunque esista un ufficio preposto al rilascio di patenti civiche, per cui qualcuno o qualcosa posso abilitare altri ad essere ascritti alla categoria: l’esame lo fanno le elettrici e gli elettori.

Le primarie sono di per sé un momento di partecipazione civica, che coinvolge una parte significativa del corpo elettorale e si caratterizzano piuttosto per quanto aperte ed inclusive in effetti risultino, per quanto riescano, attraverso la sanzione di un voto popolare, a “fare sintesi” di posizioni politiche prima ancora che “ridurre ad uno” pur legittimi protagonismi personali.

Ma lo fanno dentro un perimetro politico culturale definito e riconosciuto, che gode della legittimazione accertata (anche in questo caso pochi giorni fa) di una parte definita e consistente della cittadinanza.

Peraltro continuo a preferire le primarie al voto su piattaforme proprietarie, che già di per sé discriminano in base al digital divide, sono controllabili, manipolabili e comunque riguardano solo adepti. Continuo a preferire urne sparse per la città, schede, matite, volontariato, buongiorno, ha il certificato elettorale? prego può votare.

Valerio De Nardo


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