Riceviamo e pubblichiamo – In questi giorni ci siamo più volte domandati come il sindaco Zannoni abbia potuto cambiare improvvisamente opinione nel giro di poche ore sul nostro operato con delle motivazioni alquanto bizzarre sul modo di condurre l’amministrazione, come se non si rendesse conto degli ostracismi in atto da mesi.
Dopo essere stati chiamati in causa più volte riteniamo doveroso replicare alle accuse che il sindaco Zannoni ha esternato.
Il sindaco infatti pone al centro del dibattito la sua persona cercando di sviare dalla valutazione dell’amministrazione nel complesso; come se d’un tratto si fosse dimenticata dei suoi rimbrotti sulla scarsa presenza di alcuni consiglieri nelle assemblee consiliari o alcune votazioni in contrasto con il parere suo e della maggioranza. E quelle persone non eravamo di certo noi, che nonostante ostracismi e negazioni siamo sempre stati coerenti e affidabili, senza ricevere dal primo cittadino alcun segnale di gratitudine o riconoscimento.
Inoltre, il filone di pensiero che il sindaco pone in risalto, sul voler anticipare la prossima campagna elettorale, non può esserci scaraventato contro, perché del gioco fa parte anche lei, che per quattro anni è stata attaccata e screditata dal Pd e poi di punto in bianco ne è diventata la migliore alleata, redigendo strategie in vista del 2014.
Purtroppo la differenza che ha contraddistinto l’attività di noi tre rispetto alla componente di sinistra è stata solo una: noi abbiamo cercato di perseguire l’interesse della collettività in maniera apolitica, gli altri hanno quotidianamente guardato all’interesse di parte con l’unico scopo di garantirsi la poltrona per la prossima legislatura.
In questi ultimi mesi, il sindaco ci ha sempre chiuso la porta in faccia, scegliendo di schierarsi apertamente con la sinistra. E ci accorgeremo presto che sarà proprio il sindaco a regalare al Partito democratico tutti i successi che questa amministrazione fin qui a portato a compimento, successi ai quali soprattutto noi abbiamo contribuito con il lavoro e la fatica e non con le chiacchiere da bar che purtroppo saranno la spina dorsale dell’ultimo anno di lenta agonia di questa pseudo maggioranza.
Ci auguriamo almeno che la demagogia lasci spazio alla sincerità e al realismo. Nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli
Antonio Zapponi – Giulio Foranoce – Mirko Mincini
