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Lancia poltrona contro carabiniere e si spoglia in piazza

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La caserma dei carabinieri di Caprarola

La caserma dei carabinieri di Caprarola

In un pomeriggio si è spogliato in pubblico, ha ferito due carabinieri, ha rotto porte e quadri della caserma e, ovviamente, è finito in arresto. Non poteva che essere questo l’epilogo per M.C., 51enne residente a Caprarola.

I carabinieri della stazione locale lo hanno arrestato per violenza, resistenza, lesioni e minacce a pubblico ufficiale. Ma hanno faticato non poco per riuscire a fermarlo.

L’intervento è scattato verso le 17,30 del pomeriggio, in piena festa della pace a Caprarola. Durante la messa del vescovo, l’uomo avrebbe iniziato a spogliarsi, calandosi pantaloni e slip. Il tutto in presenza di 3mila persone, di cui circa la metà bambini.

L’uomo ha rifiutato di fornire le sue generalità. Quindi, è stato portato in caserma e ha iniziato a dare in escandescenze. Prima ha cominciato con atti di autolesionismo, come sbattere furiosamente la testa addosso al muro. Poi ha fracassato tutto quello che gli capitava a tiro: porte, quadri, suppellettili. Alla fine se l’è presa con i carabinieri, prendendo a schiaffi il comandante e lanciando una poltrona a un militare che, sulle prime, è rimasto illeso.

Ma non è finita. Approfittando di un momento di distrazione, ha cercato di tagliare la corda scappando dalla porta principale. L’incontenibile 50enne non ha esitato a scavalcare un parapetto di tre metri d’altezza per fuggire. I carabinieri lo hanno inseguito fino al garage della caserma, dove ha cercato di nascondersi. Ma a questo punto, altro incidente: la porta basculante si è chiusa sui polsi dello stesso militare cui, poco prima, aveva lanciato la poltrona. L’appuntato ha riportato ferite guaribili in due giorni, così come il comandante, fattosi anche lui refertare al pronto soccorso.

Per calmarlo è stato necessario l’intervento di un’ambulanza e un’automedica. Ma neanche tre carabinieri, un vigile urbano, due medici e due infermieri riuscivano a tenerlo fermo. Le massicce dosi di tranquillanti somministrate dai sanitari sembravano fargli effetto solo per pochi minuti.

Impossibile tenerlo nelle camere di sicurezza. L’arrestato è stato portato al reparto di medicina protetta dell’ospedale Belcolle. Processato per direttissima, ha patteggiato sei mesi. Ora è di nuovo in libertà.


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