![]() |
– Lavoratori ex Autoservice, ancora nulla di fatto. Ieri in consiglio comunale Paolo Barbieri (Udc) ha chiesto lumi sulla trattativa che doveva portare i nove lavoratori impegnati al parcheggio del Sacrario prima del loro licenziamento da parte di Francigena. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia e il sindaco Marini è stato cortese, ma non esaustivo.
“Andiamo avanti con la transazione – dice il primo cittadino – in base all’indirizzo dato dal consiglio comunale”. Ma al momento nessuna novità e il tempo passa.
“Il consiglio comunale – incalza il presidente Gabbianelli – ha dato incarico di avanzare una proposta di transazione entro quaranta giorni, ne sono passati 46, direi che la volontà del consiglio non è stata rispettata”.
Altra grana, stavolta all’asilo nido comunale. Un comitato nato in modo spontaneo sta cercando d’attirare l’attenzione su una struttura che rischia d’avere un ruolo sempre più marginale. “Sta perdendo sempre di più la sua importanza – spiega Alvaro Ricci (Pd) – sono state chieste modifiche al regolamento, l’asilo è utilizzato solo in parte, per effetto del calo di bimbi iscritti e dei pochi insegnanti. Un segnale preoccupante”.
Delle 28 iniziali ne sono rimaste soltanto quattordici d’insegnanti. “A quelle rimaste va riconosciuto il tempo pieno – continua Ricci – anche nei mesi estivi con altre attività”. Per due mesi oggi non lavorano, sono rimaste in 14 dopo che le altre, per problemi d’idoneità sono state trasferite ad altre mansioni.
“Dopo un anno e mezzo – ricorda Marini – il numero d’insegnanti si è dimezzato, questo ha comportato una minore possibilità d’accoglienza dei bambini. Stiamo cercando di risolvere la situazione, non solo per le quattordici che oggi vi operano, ma per tutte e 28, così i sindacati chiedono”.
Ben venga un provvedimento per tutte, ma secondo Ricci: “Se si deve cominciare da una parte con il full time, diamo priorità a chi è rimasto nella struttura, un occhio di riguardo senza voler penalizzare chi ha avuto la sfortuna di non essere idoneo.
Del resto, sindaco, decide lei e non i sindacati”.
Giuseppe Ferlicca
