– E’ stato condannato a quattro mesi e quindici giorni il muratore accusato di essersi masturbato in pieno centro a Vetralla.
L’uomo, un 35enne, doveva rispondere di atti osceni. Ieri è stato giudicato dal tribunale di Viterbo.
Verso la fine di settembre del 2010, una donna affacciata a un balcone in via Scriattoli lo ha visto tirare fuori i genitali e iniziare a toccarsi. Lei gli ha gridato di smetterla, ma lui, imperterrito ha continuato. “Stavo aspettando mia nipote di 14 anni – dichiarò la donna in aula -. Per fortuna non era ancora arrivata!”.
Ieri l’epilogo, dopo le conclusioni del pm Sabrina Galeazzi e dell’avvocato Mirko Bandiera (che sostituiva il collega Severino Fallucchi). Alla richiesta di condanna formulata dall’accusa, la difesa ha risposto con un’articolata teoria. “L’uomo non si è masturbato, si stava solo grattando – ha replicato il legale -. Il gesto, indubbiamente sconcio, è motivato da una patologia che il muratore aveva e che è confermata da un certificato medico. Aveva prurito e si è grattato. Nessun gesto a sfondo sessuale e, quindi, nessun reato”.
Argomenti che non hanno convinto il giudice Eugenio Turco, che ha accolto la richiesta del pm e condannato l’operaio.
