– Due ergastoli agli esecutori materiali. Sedici e dodici anni ai “pali”.
E’ la sentenza del gup di Viterbo Salvatore Fanti per i quattro imputati per l’omicidio di Ausonio Zappa.
La lunga camera di consiglio del giudice, durata oltre due ore, si è conclusa alle 18,30, quando il gup ha sciolto le riserve e letto il dispositivo.
I quattro ragazzi romeni erano accusati di aver aggredito il professore 82enne nella sua villa in strada Romana a Bagnaia, che avevano intenzione di derubare.
Secondo l’ipotesi accusatoria, due di loro, entrati in casa e sorpresi dall’anziano professore, si sarebbero accaniti su di lui fino a ridurlo in fin di vita. Gli altri due, invece, sono rimasti in auto, sulla strada, a fare da palo.
Zappa morì dopo dieci giorni di agonia da quella terribile notte.
Il pm Paola Conti aveva chiesto l’ergastolo per i due giovani entrati in casa, il 20enne Cosmin Oprea e il 23enne Adrian Nicusor Saracil. Ventisette anni (ridotti a diciotto per il rito abbreviato) per il 26enne Daniel Ionel Oprea e trent’anni (ridotti a venti) per il 21enne Alexandru Petrica Trifan.
Stamattina la parola è passata alle difese. I quattro legali hanno parlato in tutto per circa quattro ore.
L’arringa più lunga, quella di Marco Russo, legale di Alexandru Petrica Trifan, oltre a ripercorrere i fatti si è soffermata anche su alcuni aspetti tecnici processuali.
Russo, infatti, ha chiesto l’inutilizzabilità degli atti investigativi del pm svolti dopo che lo stesso avvocato aveva depositato i risultati delle sue indagini difensive.
Il difensore di Trifan ha anche contestato il “concorso anomalo” secondo il quale i due ragazzi che non sono entrati nella villetta di Zappa erano comunque considerati colpevoli di omicidio solo perché avrebbero dovuto prevedere che il fatto potesse avvenire.
“Giustizia è stata fatta – ha commentato Gianluca Zappa, uno dei figli del professore -. Il processo si è svolto in tempi record ed ha dimostrato che in Italia la giustizia funziona”.




