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Requiem per il lavatoio storico di San Pellegrino

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Il lavatoio di San Pellegrino ricoperto di piante

Il crollo del lavatoio di San Pellegrino

Il crollo del lavatoio di San Pellegrino

Lo smottamento sul tetto

Lo smottamento sul tetto

I rami sul tetto

I rami sul tetto

Riceviamo e pubblichiamo – Nella notte del 19 gennaio 2013, stremato dal carico di un’incuria pluriennale, il tetto del lavatoio di via Sangemini, nel cuore di San Pellegrino, non ha retto il pur lieve carico di pochi centimetri di neve ed è crollato, silenzioso e discreto come era vissuto.

Per chi lo ricorda era un posto carico di magia antica e bellezza e, seppure in pieno centro a cinquanta metri da piazza San Pellegrino, sembrava estraniato dalla città e dal tempo, una finestra su di un panorama immutabile di mura e canneti.

Circa venti anni fa era stato restaurato e restituito alla pubblica fruizione, ma poi una singola tegola aggredita da un ramo di alloro selvatico si ruppe e iniziò l’infiltrazione di acqua e fogliame.

Furono mandate lettere e segnalazioni: bastava poco per fermare il degrado, forse troppo poco per una gara di appalto interessante.

In due o tre anni l’umidità ruppe un travicello e caddero delle tegole, altre lettere furono scritte ed il comune finalmente intervenne: con tre puntelli in ferro mise il tetto in sicurezza, poi per maggior sicurezza chiuse il cancello ed appose sigilli e lucchetti. Amen.

Niente più magia, il resto è storia di degrado urbano: i rifiuti e le ortiche invasero il tutto e, senza fretta, sedimentarono stratificati, i passanti riqualificarono il posto da antico lavatoio a pubblica latrina e le lettere ed i reclami reiterati non destarono interesse alcuno. Il luogo era stato messo “in sicurezza” e tanto bastava.

Ora attendiamo le piogge previste per il prossimo fine settimana per assistere al crollo annunciato e definitivo di ciò che rimane. Poi forse varrà la pena di indire un appalto.

Francesco M. Lazzari
Giulia Monaci


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