- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Sede 187 di Telecom Italia a rischio chiusura

Condividi la notizia:

Un'immagine di Viterbo

Viterbo dall'alto

Riceviamo e pubblichiamo – Nel corso dell’assemblea svoltasi la scorsa settimana le lavoratrici e i lavoratori di Viterbo hanno contestato aspramente la decisione di Telecom Italia di chiudere la sede del 187 di Viterbo, insieme ad ulteriori 40 sedi di altre provincie italiane.

Questa determinazione, avanzata con motivazioni riconducibili a una generica riduzione dei costi di esercizio della sede di via Garbini, è offensiva per i lavoratori oltre che inefficace per lo scopo indicato.

“La sede ospita infatti uno dei più numerosi presidi di tecnici e operatori della rete presenti nella nostra regione – dice Pompilio Amatucci segretario della Slc-Cgil – e fa da presidio per la manutenzione della rete di uno dei territori più vasti d’Italia. Quindi dove sono i risparmi se la sede non può essere tecnicamente chiusa?”

Ci sono evidentemente altre motivazioni.

Questa operazione si accompagna infatti al progetto di separare l’intero settore 187 dall’azienda madre Telecom Italia, un settore che conta oltre 10mila addetti nel paese. E’ l’ennesimo spezzatino che la dirigenza aziendale mette in campo per riparare alla sua incapacità di governo e di efficaci politiche di sviluppo e di marketing, e che trova la ferma opposizione dei lavoratori.

“Non è solo la chiusura della sede – continua -, non è soltanto il disastroso pendolarismo verso Roma a cui sarebbero sottoposti i lavoratori, e nemmeno l’eventualità di sviluppare forme di telelavoro che preoccupa ma la possibilità che questa operazione sia il preludio di processo di espulsione dei lavoratori dalla casa madre di Telecom Italia”.

L’azienda deve abbandonare questo proposito: se risparmi si debbono fare si inizi con la cancellazione di ogni premio ad personam distribuito unilateralmente dall’azienda. Anche in Telecom vige la legge che tanto più si distrugge un’azienda sana tanto più si percepiscono stipendi da favola.

“Queste operazioni spogliano il settore delle professionalità presenti, attivano forme di telelavoro con controlli oltre i limiti imposti dalle leggi, favorendo la dispersione del capitale umano e si indebolisce l’azienda – dicono i segretari di provinciali di categoria di Slc-Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.

“A fronte della chiusura e dell’imposizione tra Roma e il telelavoro dei 34 operatori locali come forma di recupero dei costi, noi diciamo che Telecom Italia si troverebbe soltanto più povera e meno competitiva senza quei risparmi che pensa erroneamente di ottenere”.

E’ sbagliato chiudere le attività presenti sul territorio, che rappresentano comunque una realtà produttiva necessaria per qualunque azienda. Tali presidi vanno visti come un potenziale positivo da valorizzare e non un mero costo economico.

Le lavoratrici e i lavoratori della Telecom di Viterbo chiedono certezze sulla non esternalizzazione del 187 e che non chiuda la sede di via Garbini; insieme alle organizzazioni sindacali faranno di tutto per sollecitare l’interessamento fattivo delle istituzioni ad ogni livello partendo dal comune fino ad arrivare alla Regione Lazio.

Non vogliamo rinunciare all’ennesimo presidio territoriale in un’area come quella viterbese già interessata da una crisi economica devastante.

Slc Cgil
Fistel Cisl
Uilcom Uil


Condividi la notizia: