– Era accusato di una serie di minacce all’ex compagna. Compresa la testa d’agnello insanguinata e avvolta nel filo spinato, fatta trovare sull’auto dell’ex suocera. La denuncia, però, è arrivata troppo tardi e il tribunale di Viterbo ha disposto il non luogo a procedere.
E’ finito così il processo a un 40enne viterbese imputato per stalking. La sentenza del giudice Rita Cialoni è stata emessa stamattina: accusa alleggerita in minacce e ingiurie, e proscioglimento per difetto di querela.
La sua ex lo aveva denunciato nel 2010, sei mesi dopo la presunta sequela di insulti e lettere minatorie.
Ai poliziotti della squadra mobile disse di essere perseguitata, seguita e fatta seguire. Impaurita al punto da dover cambiare casa.
Una guerra tra ex compagni che ha coinvolto anche il figlio della coppia. Un bimbo che all’epoca dei fatti – 2009 – aveva appena cinque anni.
“Era disposto persino a mandarlo in casa famiglia pur di toglierlo alla madre – ha spiegato l’avvocato di lei, Emilio Lopoi, nella sua arringa -. Non c’è minaccia più terribile per una mamma”.
Il legale di parte civile ha parlato di “scatti d’ira e gelosia che esplodevano incontrollate, anche con le altre fidanzate dell’uomo”. Ma lui ha negato e si è difeso, sostenendo di essere vittima di una specie di “complotto di famiglia”.
“Questa donna ha cercato in tutti i modi di distruggermi – ha detto al giudice -. Non ho mai avuto problemi con la giustizia, eppure voleva farmi passare per pazzo e delinquente. Chiedevo solo di vedere mio figlio, ma lei me lo impediva insieme ai suoi familiari. Ho sporto qualcosa come trenta denunce contro di loro”.
Il resto lo ha fatto il suo avvocato Francesco De Cristofaro, che ha definito le accuse “generiche” e “finalizzate a far passare l’uomo per un cattivo padre”, proprio dopo che il tribunale dei minori aveva dato alla coppia l’affidamento congiunto del bimbo. Argomenti che, uniti alla tardività della denuncia, hanno spinto il giudice a prosciogliere l’ex.
Soddisfatta la difesa. Sbigottita la parte civile, che aspetta le motivazioni della sentenza e preannuncia l’appello.
