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– Si è ritrovato accusato di lesioni e maltrattamenti da un giorno all’altro. Salvo poi scoprire che l’atto di citazione in tribunale, che gli era arrivato per posta, era un falso.
Quando se n’è accorto, l’uomo, un 54enne viterbese, aveva già sborsato migliaia di euro per un avvocato – fantasma, mai visto né sentito. I soldi li avevano presi suo fratello e sua cognata, entrambi denunciati per truffa aggravata e falso.
Ieri mattina, al processo, ha parlato la vittima. “Ho sporto denuncia tre anni fa. Mia moglie si è accorta che l’atto era fasullo e siamo andati da un avvocato. Nel frattempo, da febbraio a settembre 2010, avevo versato regolarmente il mio stipendio a mio fratello e mia cognata, che si erano offerti di trovarmi un legale per farmi assistere al processo per lesioni”.
Ma non c’era nessun processo. Per l’accusa, la coppia puntava a far pressione sull’uomo per spillargli soldi. E ci sarebbe riuscita facendogli credere di avere grossi guai giudiziari. “Mi dicevano che sarei andato in carcere. Avevo paura – ha spiegato il 54enne -. Così, quando mio fratello e la moglie mi hanno detto di avermi trovato un avvocato di Terni, mi sono fidato. I soldi li davo a loro”.
In sette mesi l’uomo dice di aver consegnato 4mila euro alla cognata, mantenendo il segreto con la moglie. Ma un giorno esplode. “Lo vedevo sempre teso e preoccupato – ha raccontato la donna in aula -. Un giorno è scoppiato a piangere e mi ha raccontato di questo processo e dei tanti soldi che doveva dare all’avvocato. Abbiamo mostrato l’atto a un altro legale, che ci ha detto che era falso. A quel punto siamo andati dai carabinieri a denunciare”.
Sul banco dei testimoni, anche un conoscente dell’uomo, che lo avrebbe accompagnato in più occasioni a portare i soldi nel luogo pattuito, una specie di gabbiotto dove il fratello conservava il latte.
Prossima udienza, il 12 giugno.
