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Villa Buon Respiro, i genitori chiedono garanzie

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Il corteo contro la chiusura di Villa Buon Respiro

Riceviamo e pubblichiamo – Stamattina verso le 11, negli uffici della Ausl di Viterbo, una rappresentanza dei genitori dei pazienti in carico a Villa Buon Respiro, sono stati ricevuti da alcuni dirigenti della medesima struttura, in particolare: il commissario straordinario Antonio De Santis; Marina Cerimele responsabile accr. convenzioni, contratti, servizio ispettivo; direttore amministrativo Giovanbattista Grassi. In rappresentanza dei genitori c’erano: Daniela Cicchetti in rappresentanza dei genitori in carico al materno infantile sia ambulatoriali che semiresidenziali; Paola Massarelli e Santino Pulcinelli in rappresentanza degli ambulatoriali adulti; Vito Ferrante in rappresentanza dei residenziali.

In oltre erano presenti Daniele Sabatini neoeletto al consiglio regionale per il Pdl; Enrico Panunzi neo eletto al consiglio regionale per il Pd; Sambuci e Gubbiotto per i sindacati dei lavoratori di Villa buon respiro.

La problematica che i rappresentanti hanno portato in riunione è quella relativa alla chiusura del centro di riabilitazione di Villa buon respiro, per il mancato accreditamento di 147 pazienti, di cui 100 ambulatoriali, 20 semiresidenziali e 27 residenziali, da anni in carico alla struttura di Villa buon respiro ma mai ufficialmente accreditati da parte della regione Lazio, la quale, invece di cercare di risolvere la problematica, si sta barricando dietro un cavillo burocratico che sta mettendo in ginocchio un servizio che a tutt’oggi risulta essere un’ eccellenza sul territorio della provincia di Viterbo.

In sostanza i genitori si sono trovati nella condizione di dover pretendere dei chiarimenti in merito all’ultima comunicazione ufficiale da parte della regione dove s’ intendono definitivamente non accreditati i 147 pazienti sopracitati, temendo, come è possibile immaginare, la repentina e inderogabile chiusura del centro.

In risposta alle nostre domande e paure, la Ausl in un primo momento ha sottovalutato la lettera di cui sopra dicendo che le cose non stavano proprio così, ma dopo aver insistito su alcuni punti della comunicazione i toni sono cambiati.

In buona sostanza i dirigenti ci hanno dato ragione e hanno quantomeno cercato di comprendere il nostro punto di vista, che ovviamente non è il loro, in quanto a noi non interessano i cavilli burocratici che possono decretare o meno il funzionamento del servizio, ma a noi interessa soltanto che esso venga erogato e di ottima qualità, come è avvenuto fino ad ora.

Quindi il risultato ottenuto da questa riunione è il seguente: Abbiamo chiesto l’istituzione di un tavolo aperto tra tutti i rappresentanti dei pazienti e le varie figure coinvolte in questa vicenda (Ausl, Villa Buon Respiro, Regione, Comune di Viterbo), al fine di monitorare anche sotto la nostra supervisione i passi che man mano si faranno per arrivare alla definizione normativa della pratica in questione.

L’Ausl ci ha garantito che, non potendo prendersi in carico i 147 pazienti di cui sopra, farà in modo di mantenere, almeno per ora, il servizio così com’è presso Villa Buon Respiro, tramite una diffida che la Ausl farà al centro di riabilitazione in questione.

Per ultimo, abbiamo deciso di chiedere un incontro urgente con i dirigenti della regione Lazio, che hanno firmato la nota che alleghiamo al presente comunicato, al fine di chiedere chiarimenti e sollecitare nel più breve tempo possibile la definizione della ormai annosa problematica.

Il comitato dei Genitori dei pazienti di Villa Buon Respiro


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