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Viterbo la città del papa… emerito

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Papa Benedetto XVI a Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – Chi meglio della gloriosa città dei papi, sede storica del primo grande conclave del 1270, potrebbe diventare una sede di pensiero e preghiera per un papa emerito della Chiesa Cattolica?

E’ questo in breve il senso della proposta che l’associazione FondAzione! di Viterbo vuole formulare all’emerito pontefice Joseph Ratzinger, da poco ritiratosi a Castel Gandolfo.

Una residenza viterbese per consentire all’ex Pontefice di ristorarsi nell’assoluta serenità, raccolto in preghiera e meditazione in una quiete incorrotta, contornato dal suggestivo patrimonio boschivo presente sui Monti Cimini.

Un panorama caratteristico che regala serenità e pace interiore a chi ha la fortuna di ammirarlo e viverlo ogni giorno.

La sede individuata nel progetto di FondAzione! risiede presso i locali attigui alla Domus La Quercia. Locali già di proprietà della Chiesa, che sarebbe possibile riadattare per le esigenze di Joseph Ratzinger e per consentirgli di trascorrere piacevolmente le sue giornate di riflessione anche con il sostegno ed il supporto della Curia Vescovile di Viterbo, oltre che il calore e l’affetto di tutti i viterbesi.

Il ritorno di un papa, seppure emerito, a Viterbo, come a testimoniare il vivo ed imperituro legame tra la città e la sua storia, tra passato e presente, tra i retaggi di un’antica tradizione ed una fede profonda e immarcescibile.

Anche per rafforzare il grande legame già rimarcato dal Pontefice Emerito con la Tuscia ed in particolar modo con la figura di San Bonaventura di Bagnoregio, grande teologo della cristianità per cui Papa Ratzinger ha sempre espresso una grande e profonda ammirazione anche nella sua recente visita a Bagnoregio nei luoghi dove il “Doctor Seraphicus” ha forgiato le sue brillanti qualità di storico Dottore della Chiesa.

Un’idea del tutto lusinghiera che, se prendesse corpo, darebbe il giusto lustro ed autorevolezza anche alla Città dei Papi, per troppi anni relegata ad uno status di semplice “capoluogo di provincia” ma con un invidiabile patrimonio culturale e religioso che andrebbe valorizzato e promosso in tutto il mondo.

Una proposta suffragata anche storicamente, vista la plurisecolare tradizione di presenze papali nella città che per lunghi secoli ha svolto la funzione di capoluogo del Patrimonio di S. Pietro in Tuscia in seno allo Stato della Chiesa. I1 fatto che, nella seconda metà del XIII secolo, alcuni Papi siano eletti o abbiano concluso la loro giornata terrena a Viterbo conferisce un’ancor maggiore legittimità alla denominazione di Città dei Papi, di cui il capoluogo da anni orgogliosamente si fregia.

La citta di Viterbo divenne per la prima volta luogo di rifugio e ristoro per un Pontefice verso la metà del XII secolo con Eugenio III. Lasciata Roma in seguito ai pensanti contrasti istaurati tra Papato e nobiltà romana, decise di farsi incoronare con più tranquillità nell’Abbazia di Farfa e da lì si reco a Viterbo dove si trattenne per otto mesi.

In seguito, anche il successore Adriano IV riparo a Viterbo con tutta la corte e negli anni a venire Viterbo divenne un vero e proprio avamposto della Santa Sede e un considerevole numero di Pontefici soggiornarono per lunghi periodi nella Città (Alessandro VI, Urbano IV, Clemente IV, Gregorio X, Innocenzo V, Adriano V, Giovanni XXI, Niccolò III, Martino IV.)

Martino IV, al secolo Simon de Brion, fu l’ultimo papa del periodo “viterbese”. Eletto dopo un lungo (sei mesi) e travagliato conclave (il Capitano del popolo di Viterbo, Annibaldo Annibaldi, aderente alla fazione angioina, era intervenuto nel conclave arrestando due cardinali ed impedendo al cardinale protodiacono Matteo Rubeo Orsini di parteciparvi), fu incoronato a Orvieto, causa l’ostilità dei romani ad un papa francese, e decretò l’abbandono di Viterbo, come sede papale, nel 1281 proprio a causa delle pesanti intromissioni dei potenti della città nel conclave che lo aveva eletto.

La sede papale non tornò mai più nella città ma lascio sicuramente un segno tangibile negli annali della storia viterbese.

A distanza di molti secoli, la consolidata tradizione papale di Viterbo prende di nuovo forma ed avere nuovamente un Papa nella “Sua Città” non appare più un utopia ma una reale legittimazione di una tradizione che affonda le sue radici nella storia della Città di Viterbo.

Quindi noi di FondAzione! riteniamo appropriata la decisione di proporre all’emerito pontefice Ratzinger di ripercorrere la secolare tradizione che lega Viterbo al papato per consolidare il profondo legame storico con la santa sede.

Siamo fiduciosi che sua eccellenza monsignor Lino Fumagali e la Diocesi viterbese non potranno che accogliere con gioia, come noi fedeli viterbesi, questa opportunità

Francesco Oddo
Renzo Graziotti
per FondAzione!


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