![]() Elezioni – Un seggio |
– Il lato rosa delle elezioni comunali a Viterbo. Nelle ventuno liste presentate, stavolta donne non ne mancano, sono circa duecentocinquanta su oltre seicento candidati.
Un record probabilmente se si guarda alle precedenti tornate elettorali a Viterbo e poco importa se la loro presenza è in rispetto dell’alternanza di genere, più che per volontà della politica.
Ma quando si tratta di scegliere chi posizionare al comando, scopri che rappresentanti del gentil sesso continuano a mancare come l’acqua nel deserto: su quattordici aspiranti sindaci, ce n’è solo una, Chiara Frontini e ancora una volta gli uomini hanno fatto tredici.
Il prossimo consiglio comunale stavolta ha la possibilità di dare quello spazio che finora è mancato alla rappresentanza femminile. Perché le 250 donne presenti ci sono e possono essere votate insieme al candidato uomo. E’ la doppia preferenza di genere, al suo debutto alle comunali.
Gli elettori potranno votare due candidati consiglieri, purché siano un uomo e una donna. Fermo restando la facoltà di sceglierne uno, uomo o donna che sia.
Una svolta, se si pensa ad esempio alla consigliatura che va in archivio, con quattro donne su quaranta consiglieri e zero in giunta, almeno fino a quando per effetto di un ricorso al Tar, due sono entrate nella squadra di Giulio Marini.
Una, Maria Antonietta Russo, ha resistito fino all’ultimo, l’altra dopo otto mesi è uscita. E si tratta sempre di Chiara Frontini.
Riusciranno a fare meglio degli uomini? Si vedrà, ma osservando quello che spesso è riuscito a combinare il sesso forte in politica, di sicuro partono con un bel vantaggio.
Giuseppe Ferlicca
