– Sono finiti alla sbarra per un cumulo di terra nel posto sbagliato. Ora in tre devono rispondere di invasione di terreni davanti ai giudici del tribunale di Viterbo.
Il terreno “invaso” è il piazzale davanti al palazzo di giustizia. Una zona sterrata e piena di crateri che doveva diventare un ampio parcheggio asfaltato. Ma i lavori, per ora, sono fermi.
Nell’agosto del 2007, su quel piazzale, spunta un piccolo cumulo di terra, proveniente dagli scavi dei lavori di realizzazione del più grande centro di aggregazione viterbese. Una specie di gigantesco colosseo incompiuto, proprio dietro al tribunale.
La forestale fa un sopralluogo, trova il cumulo di terra e manda l’informativa in procura. L’accusa è di aver scaricato la terra su uno spazio di proprietà comunale. Spazio che, però, per la difesa, era gestito dall’azienda incaricata dei lavori per il parcheggio.
Sul registro degli indagati finiscono un architetto comunale, l’amministratore della società che aveva eseguito gli scavi e il legale rappresentante dell’altra impresa, che stava costruendo il mega centro di aggregazione.
Ieri, l’ennesima udienza. Sul banco dei testimoni, sei persone: il direttore della società che stava realizzando il centro, un suo amico, due operai della ditta che eseguiva gli scavi e l’ex dirigente del settore Urbanistica.
La prossima udienza, fissata a luglio, potrebbe essere quella finale. Manca solo un testimone e l’esame degli imputati. Dopodiché, parola a pm e avvocati per tirare le somme.
