– A lezione di legalità con Giuseppe Ayala.
Il magistrato ed ex parlamentare è stato il protagonista dell’assemblea d’istituto organizzata dagli studenti del liceo scientifico Ruffini al cinema Genio pieno in ogni ordine di posto.
“Va dato merito ai ragazzi – spiega la dirigente scolastica dell’istituto Maria Antonietta Bentivegna – d’avere voluto l’incontro.
Alcuni studenti la scorsa estate durante un incontro di Caffeina hanno contattato Ayala, invitandolo a partecipare e oggi è avvenuto l’incontro.
Quando le assemblee si svolgono in questo modo, diventano un reale momento di crescita civile ed etica.
Le parole del magistrato hanno conquistato i ragazzi, con il suo modo coinvolgente e diretto di rivolgersi alla platea e la dimostrazione è stata il gran numero di domande che gli sono state sottoposte”.
Ai giovani Ayala ha inviato un messaggio di speranza: “Spero d’invecchiare in un paese in cui ogni giorno voi mi sappiate dimostrare d’essere migliori di noi che vi abbiamo preceduto”.
Magistrato ed ex parlamentare, Ayala è stato pubblico ministero al maxiprocesso di Palermo di fine anni ’80, alla cui fase istruttoria lavorarono i suoi colleghi, stretti collaboratori e amici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia insieme a Francesca Morvillo e agli agenti della scorta nelle stragi di Capaci e di via D’Amelio nel 1992.
Davanti a centinaia di studenti, Ayala ha anche parlato del suo ultimo libro, “Troppe coincidenze” seguito di “Chi ha paura muore ogni giorno”.
Ayala ha raccontato gli episodi salienti della sua carriera di uomo al servizio dello Stato, esortando i giovani a diventare “una generazione di adulti migliori, capaci di governare un Paese più vivibile e gestibile”.
All’iniziativa degli studenti del “Ruffini” ha partecipato il presidente della provincia di Viterbo, Marcello Meroi, insieme alla dirigente scolastica dell’istituto, Maria Antonietta Bentivegna.
“Ringrazio il dottor Ayala, un magistrato che ha dedicato vita al servizio delle istituzioni, per la sua presenza qui oggi a confronto con tanti giovani del nostro territorio – dichiara il presidente Meroi -.
In un momento estremamente difficile come quello che sta vivendo il nostro paese, sono lieto della capacità dei nostri ragazzi di organizzare simili momenti di riflessione.
Parlare di mafia, ma anche e soprattutto del valore del rispetto delle regole per una convivenza civile in un’organizzazione democratica, è un segnale positivo di grande sensibilità verso i temi della legalità e del senso dello Stato”.
“Ringrazio Giuseppe Ayala perché ha fatto tantissimo per combattere la mafia – aggiunge Meroi –, ha svolto il suo lavoro di magistrato in maniera corretta, con la serietà di chi cerca sempre la verità basandosi su fatti concreti, non sui teoremi.
Io e il senatore Ayala siamo stati colleghi in Parlamento seppure su fronti opposti e devo dire che ho sempre apprezzato la sua correttezza professionale.
Qualità che purtroppo, e lo dico con un velo di polemica, non tutti i suoi colleghi hanno mostrato.
Grazie, dunque, perché ancora oggi Ayala continua a mettere la sua esperienza al servizio dei più giovani affinché continui a diffondersi la consapevolezza che il fenomeno mafia non può essere ricondotto alla sola Sicilia e che si può combatterlo ovunque con la legalità.
La battaglia del giudice Ayala – conclude Meroi – è la battaglia di tutti gli italiani onesti che credono nella legalità”.



