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Aeroporto, la maggioranza inciampa sul piano rischi

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Giancarlo Gabbianelli

– Finale col botto per Giulio Marini. Le ultime sedute di consiglio comunale saranno tutt’altro che una passeggiata.

Il voto s’avvicina e le riunioni sono possibili fino al 10 aprile, quindi ne sono state programmate diverse, ma se il buongiorno si vede dal mattino, la strada si presenta tutta in salita.

La prima ieri alla fine si è conclusa con la mancanza del numero legale, il che significa dover riconvocare tutte le sedute. Niente d’eccezionale. Incidenti di percorso accaduti più di una volta.

A mettere sale alla seduta di ieri ci ha pensato il presidente del consiglio Giancarlo Gabbianelli.

La maggioranza non aveva i numeri per mantenere la seduta. Quando è cominciata la discussione sul piano di rischio dell’aeroporto, sono iniziati i problemi.

Il presidente Gabbianelli ha preso la parola per ricordare come quello in approvazione era un punto dovuto a una norma in vigore dal 2005. Solo che dall’Enac hanno chiesto che venisse redatto il piano soltanto nel 2012. Singolare. Quindi è uscito, la minoranza lo ha seguito e all’interno sono rimasti in diciotto, saliti a venti per l’arrivo poi di due consiglieri del centrodestra.

Il piano rischi prevede una divisione in zone attorno allo scalo. Più ci si avvicina all’aeroporto e più aumenta il rischio.

La zona “A”, quella più prossima, prevede edificabilità pari a zero. E’ l’area in cui ricade una parte della lottizzazione Itet, l’impianto termale alle Zitelle.

“Con l’approvazione del piano rischi ci sarebbe – spiega Fabrizio Fersini (Pd) – un vincolo in più rispetto a oggi alla realizzazione del progetto termale, quindi un motivo in più a delocalizzare la struttura”.

L’aeroporto non c’è, ma si vogliono approvare i vincoli.

“Sono necessari se lo scalo è civile – dice ancora Fersini – ma oggi è militare. Non c’è nulla che imponga un simile provvedimento”.

Sta di fatto che in venti, la maggioranza ha accantonato il punto, passando al successivo, ma senza numero legale la seduta è stata sospesa e non è più ripresa.

Giuseppe Ferlicca


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