(e.c.) – “Affrontate tutto con passione e con coraggio”.
Con questo augurio il Capo di Stato maggiore dell’esercito italiano Claudio Graziano ha salutato e incoraggiato gli allievi sottufficiali del 15esimo corso “Ardire” nel giorno del giuramento (fotogallery).
La cerimonia si è svolta questa mattina alla presenza del sindaco Giulio Marini, del presidente della Provincia Marcello Meroi, del prefetto Antonella Scolamiero, del vescovo di Viterbo Lino Fumagalli e delle più alte cariche militari.
Ad aprire la cerimonia l’ingresso della banda dell’esercito con il reggimento di formazione, le associazioni combattentistiche e i gonfaloni della città e della Provincia di Viterbo.
Dopo gli onori alla bandiera e alla massima autorità, il discorso della medaglia d’oro al valore militare Gianfranco Paglia rimasto ferito in Somalia nel 1993.
“Oggi è la vostra giornata – ha detto Paglia -. Giurerete fedeltà alla patria e questo è sinonimo di onore e sacrificio. Se siete qui è perché ci credete”. Il compito è difficile perché “non tutti sono in grado di indossare l’uniforme come voi fate. Grazie per ciò che state facendo, grazie per ciò che farete ma soprattutto grazie per come lo farete”.
Poi l’intervento del Comandante della Scuola sottufficiali dell’esercito, Roberto Ranucci. “A voi del 15esimo corso ‘Ardire’ – ha spiegato – è stata conferita la medaglia d’oro dedicata al gesto del sottotenente Mauro Gigli” caduto per aver sacrificato la sua vita al fine di salvare i suoi uomini.
Un saluto sentito da parte di Ranucci ai parenti dei caduti che erano presenti alla cerimonia: la famiglia Pistonami, la famiglia Marchini, la famiglia Ranzani e la famiglia Gigli. E un saluto ai familiari degli allievi “che – ha sottolineato – confermano la scelta di vita operata dai loro cari”.
Infine la formula del giuramento e il grido potente e deciso dei sottufficiali scandito a gran voce con un forte “Lo giuro!”.
“L’abbraccio e il saluto più importante va agli allievi – ha affermato il Capo di Stato Maggiore Claudio Graziano -. Non è una scelta facile perché comporta sacrifici e rinunce. Dobbiamo dimostrare impegno, capacità e disciplina. Dobbiamo essere in grado di esprimere queste capacità”.
Poi l’incoraggiamento al compito più importante. “Dovete essere capaci – continua Graziano – di guidare i vostri soldati al fuoco. Sperimenterete la solitudine del comando” ma la cosa più importante è che “dovrete essere sempre lì davanti a loro”.
Servire la patria, ha sottolineato, “sarà per voi un onere e un onore”. La raccomandazione è quella di affrontare “tutto con passione e coraggio”.
“Sarete all’altezza del compito – conclude Graziano -. Viva l’esercito, viva le forze armate, viva l’Italia”.
I componenti del 15esimo corso “Ardire” sono arrivati a Viterbo il 12 e 13 settembre del 2012. Il gruppo è costituito da 136 allievi marescialli di cui 71, selezionati su più di 13mila concorrenti, provenienti dal concorso pubblico e 65 reclutati dal concorso interno riservato a sergenti e volontari in servizio permanente.






