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Denunciato anche il candidato sindaco di CasaPound

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Diego Gaglini di CasaPound

Diego Gaglini di CasaPound

Il capo della Digos Monia Morelli

Il capo della Digos Monia Morelli

Il capo della Digos illustra i dettagli dell'intervento in conferenza stampa

Il capo della Digos illustra i dettagli dell'intervento in conferenza stampa

La smerigliatrice sequestrata e le bandiere di CasaPound

La smerigliatrice sequestrata e le bandiere di CasaPound

La smerigliatrice sequestrata e le bandiere di CasaPound
La smerigliatrice sequestrata e le bandiere di CasaPound

“Stroncheremo il fenomeno sul nascere”.

Monia Morelli va dritta al punto. Sull’occupazione abusiva degli alloggi, il capo della Digos di Viterbo promette tolleranza zero (video).

Ieri pomeriggio è stata lei, con tre sue pattuglie, una volante e i carabinieri, a bloccare i militanti di CasaPound sulla Tuscanese. In 14, hanno sfondato il portone di ingresso con una smerigliatrice, occupando sette appartamenti di una palazzina del demanio militare.

La denuncia è scattata per 19 persone. 14 sono attivisti del movimento di estrema destra, tra cui anche il candidato sindaco di Viterbo Diego Gaglini che, del resto, era preparato. “Sapevamo di andare incontro a una denuncia – dice – ma l’esigenza di quelle famiglie è stata più forte. Hanno accettato di commettere un reato solo per disperazione. E’ giusto che la polizia si attivi subito per lo sgombero. Ma ancora più giusto sarebbe cercare di risolvere il problema”.

Gli altri cinque denunciati sono alcuni degli “aspiranti occupatori”, intenzionati a stabilirsi negli alloggi con le loro famiglie.

“Quando siamo arrivati, oltre ai militanti, abbiamo trovato tre nuclei familiari – spiega il capo della Digos -. Stavano ripulendo gli appartamenti, perché erano sfitti da diversi anni. In totale sono sette gli alloggi occupati. Altre quatto famiglie sarebbero entrate successivamente”.

L’occupazione è stata scoperta durante un normale controllo. Verso le 15,30, gli agenti hanno notato strani movimenti intorno alle due palazzine Aves, sulla Tuscanese. E’ bastata una rapida occhiata per capire che l’azione era firmata CasaPound: i militanti avevano apposto le loro bandiere ai cancelli.

“Abbiamo chiamato rinforzi e siamo saliti – racconta la dottoressa Morelli -. Con un’attenta opera di mediazione e senza alcun uso della forza, siamo riusciti a convincere gli attivisti e le famiglie a seguirci”. Un rapido passaggio a Palazzo dei Priori, per parlare col sindaco Marini e, poi, dritti in questura, a formalizzare le denunce.

Tutte italiane le famiglie pronte a impossessarsi degli alloggi. Nessuna, per ora, verserebbe in situazioni critiche: hanno tutte un tetto sulla testa, ma c’è chi fatica a pagare l’affitto e chi è prossimo allo sfratto. Da qui, l’apparente soluzione al problema: sistemarsi in una casa sfitta. Ma la Morelli ricorda che è reato.

“L’occupazione abusiva è punibile a norma di legge – spiega -. Il fatto che a Viterbo, così come in tutto il territorio nazionale, esista un problema di emergenza abitativa non giustifica nessuno a commettere reati. Quella utilizzata ieri è una modalità illegale. E sottolineo: illegale. La Digos ha iniziato da tempo una lotta senza quartiere contro le occupazioni di alloggi. Il nostro monitoraggio degli appartamenti a rischio è costante”.

Tra i sorvegliati speciali dagli agenti, anche le due palazzine militari sulla Tuscanese, disabitate da anni per problemi strutturali e soggette a periodiche incursioni. Ma la Digos vigila. E sull’emergenza abitativa, le istituzioni non stanno a guardare.

Il prefetto Antonella Scolamiero ha convocato per domani pomeriggio il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, cui parteciperanno Provincia, Comune e forze dell’ordine.

Stefania Moretti


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