– Una lettera da Gianfranco Fini a Giulio Marini per segnalare “un buon assessore alla Cultura”. E’ il 28 aprile 2008. Non ci sono nomi, ma il riferimento è a Filippo Rossi.
Quelle poche righe scritte a penna, su carta intestata di An, sono rimbalzate su Facebook a gennaio, ma nessuno gli aveva dato peso. La miccia si è riaccesa oggi, quando il candidato sindaco Andrea Scaramuccia ha pubblicato la lettera sul suo profilo. Risultato? Commenti mordaci e condivisioni. Soprattutto sul “candidato segnalato”.
“La lettera è autentica – conferma Marini, candidato come Rossi, alle prossime comunali -. Non so come sia finita su Facebook, l’ho strappata da tempo. Posso dire che Fini si riferiva sicuramente a Rossi e che io ho portato la proposta al partito, ma è stata bocciata. Da quel momento la questione è chiusa”.
Per Marini non è il caso di polemizzare. “Non mi sembra niente di straordinario. La provenienza politica di Rossi non è un segreto”.
Lo stesso Rossi concorda. E rilancia. “Tutti sanno che sono stato uno dei protagonisti della rottura finiana con Berlusconi – dichiara -. Non sapevo di questa lettera, ma di una mia possibile nomina ad assessore alla Cultura se ne parlava, cinque anni fa. Il fatto che i partiti non l’abbiano considerata dimostra che non sono un uomo di partito. Sono sempre stato al di fuori degli apparati e dei potentati viterbesi che, infatti, si sono chiusi a riccio e hanno scelto altri”.
Proprio su quegli “altri” Rossi spara a zero. “In cinque anni il comune di Viterbo ha avuto quattro assessori alla Cultura: Purchiaroni, Guerriero, Contardo e Buzzi. Non mi sembra che abbiano lasciato il segno. Forse se l’avessi fatto io sarebbe andata meglio. Intanto, non me l’hanno fatto fare. E comunque, se Fini ha pensato di fare il mio nome, non me ne vergogno. Avrei accettato l’incarico con onore e orgoglio”.
Sul tempismo della lettera, divulgata in piena campagna elettorale, Rossi ha le idee chiare. “E’ da disperati far uscire certe “non notizie” proprio adesso. Evidentemente qualcuno ha paura di perdere”.
