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“Fonti rinnovabili, urgente modificare il decreto”

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Il segretario di Confartigianato Andrea De Simone

Il segretario di Confartigianato Andrea De Simone

Riceviamo e pubblichiamo – Ennesimo ostacolo all’occupazione. In base al decreto legislativo 28/11, che recepisce una direttiva europea, dal primo agosto prossimo molti tra le migliaia di installatori di impianti che operano nel settore dell’energia da fonti rinnovabili potrebbero trovarsi senza lavoro.

Dal fotovoltaico alle biomasse, passando per il solare termico, le pompe di calore e geotermia, ai responsabili tecnici delle aziende (titolari e dipendenti) il decreto impone, quale requisito per poter effettuare interventi di installazione nel settore delle rinnovabili, percorsi di qualificazione professionale.

Fin qui tutto normale, se non fosse che, mentre per i laureati e i diplomati agli istituti tecnici la legge non prevede obblighi di formazione e per i diplomati di scuola professionale impone un corso di 80 ore, nessun riferimento viene fatto ai titolari e dipendenti in possesso del titolo di studio della scuola dell’obbligo e dell’esperienza maturata in anni di lavoro.

“In sostanza – spiega Andrea De Simone, segretario di Confartigianato imprese di Viterbo – a questi imprenditori viene negato il riconoscimento delle competenze acquisite e la possibilità di svolgere corsi di aggiornamento professionale. Questo decreto, che di fatto va ad intaccare il diritto al lavoro, è discriminatorio e non fa che gravare ulteriormente sulle imprese e sui lavoratori del settore installazione impianti.

Per la legge sembra dunque che le migliaia di titolari e dipendenti in possesso del titolo di studio della scuola dell’obbligo non esistano e, in a base alla disposizione, gli viene impedito di lavorare malgrado si tratti di imprenditori che da anni svolgono con competenza la loro attività.

Ancora un paradosso. Ancora un passo indietro rispetto all’esigenza di favorire l’occupazione per fermare la crisi. «Bisognerebbe contribuire allo sviluppo del settore delle energie rinnovabili – sottolinea De Simone – e non porre altri ostacoli su un terreno già sufficientemente accidentato. Il decreto legislativo, che, lo ribadiamo, è inaccettabile, presenta profili di incostituzionalità, creando una barriera ingiustificata all’attività imprenditoriale ed estromettendo dal mercato migliaia di aziende. Per questi motivi Confartigianato si è attivata, intervenendo al Ministro dello Sviluppo economico per sollecitare la modifica della legge».

La richiesta dell’associazione di categoria è determinata a salvaguardare il diritto degli imprenditori a lavorare: in tal senso la richiesta mira a tutelare i diritti acquisiti (previsti dal Decreto Ministeriale 37/08) dagli installatori di impianti che, non laureati o diplomati, operano da anni sul mercato.

Confartigianato Viterbo


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