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Gli autogol tecnologici dell’ex ministro

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Fioroni e Michelini parlano in piazza del Teatro

Fioroni e Michelini parlano in piazza del Teatro

– “Apri il sito e vedi quella pubblicità”. Che pubblicità? “La pubblicità di Gentiloni e allora vedi che tutto torna? Da Roma che senso ha fare pubblicità per le primarie su Viterbo? Poi leggi Tusciaweb e capisci…”.

Questa è più o meno la conversazione tenuta in piazza dall’ex ministro della repubblica Fioroni proprio rivolgendosi a un redattore di Tusciaweb. Come per dire riferisci al tuo direttore che l’ho sgamato. Ci dicono amici che la vada ripetendo, la conversazione, come un mantra da una ventina di giorni. E dire che bastava chiedere e le avremmo spiegato, signor ministro. Noi di fronte a un ex ministro siamo sempre sull’attenti.

Ebbene al signor ex ministro, che una volta conosceva tante cose da Sant’Agostino in giù, spieghiamo come funziona internet. Lei sa tante cose ma non conosce internet o ne sa molto poco. Alle volte gli ex ministri della pubblica istruzione fanno tenerezza per la loro non conoscenza delle tecnologie neppure nuove, ma vecchie. La cosa è un po’ complessa ma è chiarissima.

Tanto per togliere ogni dubbio all’ex ministro va spiegato che il renziano Paolo Gentiloni non ha mai fatto pubblicità su Tusciaweb, ma che ha fatto pubblicità su un circuito internazionale che si chiama Google Adsense. Come funziona? Lo diciamo per l’ex ministro della pubblica istruzione ovviamente, tutto il mondo sa come funziona Google Adsense: funziona che Google Adsense raccoglie la pubblicità e la distribuisce negli spazi dei siti del circuito. In particolare gli spazi in cui compariva Gentiloni su Tusciaweb, ma anche in tutti i siti del circuito internazionale, si chiamano skyscraper e square. La stessa cosa ha fatto Zingaretti, si faccia spiegare il meccanismo, ministro.

Non basta, Adsense si chiama così perché la pubblicità va a finire su pagine che parlino dell’argomento segnalato dal cliente con una serie di parole chiave. In questo caso il termine chiave era “primarie”.

Ora tra chi fa pubblicità su Google Adsense e le centinaia di migliaia di siti in cui la pubblicità compare ovviamente non c’è nessun rapporto diretto. E quindi le insinuazioni sono del tutto gratuite. Noi di Tusciaweb non sappiamo neppure dove sta di casa Gentiloni e lui non sappiamo se sa che esistiamo, anche se va detto che i lettori romani di Tusciaweb sono molti. Non c’è nessun contratto con il signor Gentiloni. Per essere chiari.

Come dire Gentiloni non ci ha pagato la pubblicità. L’ha pagata a Google Adsense. Google Adsense paga gli spazi e in particolare i click e ci mette ciò che vuole in tempo reale. La pubblicità è pagata insomma da Google non dal signor Gentiloni o dal signor Tosi, sindaco di Verona di cui abbiamo ospitato i banner. Così funziona. E’ un po’ come se uno affittasse dei posti macchina in un parcheggio e li rivendesse. Le macchine che ci vanno sono a sua discrezione e l’affitto si basa sul numero di auto che vi  parcheggiano. E’ chiaro? Con Google si guadagna non su una pubblicità ma sull’insieme delle pubblicità. E neppure tanto. E’ chiaro?

Seguendo la sua fantasia noi in questi anni avremmo fatto pubblicità direttamente alla Fiat, alla Telecom, a Repubblica, al Corriere della sera, a Mediaworld e ad altre centinaia di grandi aziende italiane che si sono affidate anche a Google Adsense. In questi giorni sul sito compare la pubblicità di Microsoft, ma, parola di boy scout, giuriamo di non conoscere Bill Gates. Ci spiace molto, ma non lo conosciamo proprio. Noi, ex ministro, avremmo preferito che il mondo che lei sogna esistesse veramente. Non è così purtroppo. Punto.

Un attento lettore di Tusciaweb come l’ex ministro avrebbe poi dovuto notare che durante le elezioni compare sul nostro sito per esempio la pubblicità della Lega Nord veneta o piemontese, del Pd varesotto. La ragione è sempre la stessa, si tratta di pubblicità del circuito. Inutile per i candidati. Così può esser successo che Gentiloni sia uscito su siti non del Lazio ma lombardi se parlavano delle primarie in genere.

Come vede signor ex ministro tutto non torna. Come dice il grande drammaturgo: Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia… Certo comprendiamo che lei è della scuola andreottiana che ha spiegato che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Ma la premessa, appunto, è che bisogna prima pensare e conoscere ciò di cui si parla. Poi il prudente Andreotti aggiungeva l’avverbio “spesso” e non “sempre”. Ci spiace per la topica che ha preso. Per l’autogol che s’è fatto. Aspettiamo la prossima puntata. Contento lei… E pensare che siamo appena agli inizi della campagna elettorale.

Dimenticavamo, alle ultime elezioni uno dei candidati che ha fatto più pubblicità su Tusciaweb è stato proprio lei ma questo non comporta trattamenti particolari, come ha potuto constatare. Insomma signor ex ministro sorrida un po’ e si rilassi. Ha vinto le primarie, come dice lei, vincerà le comunali, come dice sempre lei, perché tanta acrimonia contro di noi, che come sa siamo dei perdenti nati. Tranquillo. Non veda fantasmi in ogni dove: Gentiloni non è sbarcato a Viterbo, semmai in Irlanda dove ha sede Google. E poi questo non è il comune di New York. Calma.
Oggi poi siamo contenti, abbiamo rinnovato il software di Tusciaweb, saremo più veloci ed efficienti. E riusciamo a assorbire anche le palesi corbellerie.

Alan Turing

 


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