Riceviamo e pubblichiamo – Anche il movimento politico indipendente La Mia Tuscia parteciperà alla prossima sfida elettorale di maggio, candidando alla carica di sindaco il proprio presidente Renzo Poleggi.
Questa candidatura potrà avvalersi anche dell’appoggio in coalizione della Lista Civica “ Nuova Tirrena” dell’imprenditore Mauro Lanza.
“Sono ormai oltre due anni – afferma Poleggi – che il nostro movimento si sta preparando alle amministrative, ed in tutto questo tempo abbiamo avuto modo di incontrarci e confrontarci con tutte le realtà politiche del territorio e siamo convinti di poter dare il nostro contributo per il rilancio di Viterbo.”
Al momento – prosegue Poleggi – non vedo candidati che hanno già la vittoria in tasca, è vero, ci sono molte liste e molti candidati, ma l’augurio è che ci sia un sano e leale confronto sui programmi concreti e fattibili, senza raccontare favole ai cittadini e soprattutto in un momento come questo, tralasciare veramente gli interessi personali e di bottega pensare a chi ha bisogno d’aiuto, dai giovani disoccupati agli anziani sempre più soli, alle categorie protette, a chi vorrebbe fare impresa nella Tuscia, ad una città che non è solo centro storico ma tutti i suoi quartieri, le sue frazioni, la zona industriale del Poggino, con i loro disagi ed i loro annosi problemi mai risolti.
E poi la viabilità, la sicurezza, il sociale, l’integrazione, i militari, il piano del traffico ed il piano del commercio, il turismo inteso non come uno o più eventi, ma come una sorta di rivoluzione culturale che trasformi Viterbo in una mèta turistica di primo livello per tutto l’anno.
Nei prossimi giorni esporremo ai viterbesi i dieci punti del nostro programma, che abbiamo chiamato “Dieci comandamenti”, proprio per dare l’idea di serietà, concretezza e determinazione ai nostri elettori.
“Infine – conclude Poleggi – voglio sottolineare l’importanza dell’alleanza fatta con la lista civica Nuova Tirrena, composta interamente da candidati viterbesi, ma nata a Civitavecchia per mano di Mauro Lanza e di un gruppo di suoi amici imprenditori che, proprio per il loro lavoro, ci hanno aperto gli occhi sull’importanza di sinergie e strategie comuni su molti aspetti, ad esempio il turismo, dove siamo convinti che non basti qualche sparuto turista a San Pellegrino per risolvere i problemi, ma occorre saper guardare fuori dalla propria porta ciò che fa il nostro vicino, e avere l’umiltà di trarne insegnamento”.
La Mia Tuscia
