![]() Claudio Margottini |
– “Io e Rossi marceremo insieme”.
Claudio Margottini spazza via ogni dubbio. Dato per candidato sindaco di una grande coalizione che riunisca tutto il centrodestra, il geologo tiene a precisare di essere un uomo di parola. Una parola che ha dato a Filippo Rossi il 14 marzo scorso aderendo a Viva Viterbo e decidendo poi di scendere in campo al fianco del fondatore di Caffeina per realizzare un vero progetto per la città.
Ritornare sui suoi passi, dopo la proposta lanciata dal segretario della Destra Scaramuccia, è un’ipotesi che Margottini esclude categoricamente.
“Non mi interessano le poltrone – dice Margottini -, perché nella vita non faccio politica, ma lo scienziato. Mi interessano le idee e i progetti e il motivo per cui mi sono trovato bene a lavorare con Filippo Rossi dipende dal fatto che abbiamo lo stesso modello di sviluppo e crescita di una città”.
La collaborazione con Rossi dunque non si interrompe. “Ho aderito alla sua proposta e non torno indietro. Il rispetto della parola data, per me, è tutto”.
A fare il nome di Margottini come catalizzatore di tutto il centrodestra viterbese è stato Andrea Scaramuccia. Lo scorso lunedì, il segretario della Destra ha incontrato il sindaco Marini per avanzargli l’ipotesi, che però è stata scartata dal primo cittadino. “Alcuni mesi fa, quando ancora non avevo preso una decisione, era emersa la possibilità di una mia candidatura a sindaco. Ringrazio Scaramuccia per la stima e la considerazione che mi ha manifestato, anche se non è stato l’unico. Proposte mi sono arrivate da altre persone. Questa è una storia del passato”.
In due tappe l’iter politico di Margottini. “Il 14 marzo ho fatto una conferenza in cui ho aderito a Viva Viterbo e poi il 9 aprile ho ufficializzato la candidatura nella squadra di Filippo Rossi con il quale mi sono trovato da subito, in particolare sul modo di ragionare. La poltrona non è lo scopo della mia candidatura, anche perché è la prima volta che scendo in campo e penso solo a dare un modello di crescita alla città”.
Margottini quindi, continua la sua battaglia al fianco di Rossi. “Non ho mai detto di volermene andare. Ho dato una parola e quella è rimasta, su questo non si discute. Se avessi voluto rimanere con le mani in pasta, probabilmente, non avrei aderito al progetto d Rossi. Nel momento in cui dico una cosa è quella, anche per una forma di rispetto verso chi legge e ascolta. Le strategie politiche non mi piacciono, mi piace invece ragionare di progetti e di come sarà la città da qui a dieci anni. Mi dedico a un modello di sviluppo della città che spero di portare a termine. Il mio impegno non passa per forza da una candidatura a sindaco o vicesindaco. Questo atteggiamento non mi appartiene “.
Per Margottini, dunque, l’incarico è marginale pur avendo già dato la sua disponibilità a ricoprire il ruolo di vicesindaco nell’eventuale giunta Rossi. “Ho accettato di essere vicesindaco per un motivo molto semplice e cioè che io e Filippo vogliamo marciare insieme – conclude Margottini -. Siamo una squadra e cerchiamo di andare avanti fianco a fianco per portarla a fare gol e quindi farla vincere. Conta solo questo e non l’altezza delle poltrone”.
Paola Pierdomenico
