![]() Bruna Rossetti, presidente Confcooperative Viterbo |
Riceviamo e pubblichiamo – In uno dei momenti più difficili per la nostra economia e per la vita sociale del nostro Paese, che dovrebbero vederci chiamati a un grande senso di coesione e responsabilità, c’è chi invece porta avanti strategie di divisione. È l’allarme lanciato dal Consiglio di Presidenza della Confcooperative Viterbo che punta il dito contro i rappresentanti di Coldiretti che, dopo vari tentativi fallimentari – quali quelli dell’Unci Coldiretti e di CoopColdiretti – in questi giorni hanno contattato i presidenti delle cooperative di Confcooperative Viterbo riproponendo un ‘nuovo’ disegno per acquisire l’adesione delle cooperative a una nuova struttura.
Un progetto di frammentazione e di isolamento che si contrappone all’esigenza di coesione ampia per la rappresentanza. Quell’esigenza di coesione che ha portato Confcooperative, Lega delle cooperative e Agci a dare vita all’alleanza delle Cooperative italiane. Quell’esigenza ancor più forte nel settore agricolo che ha condotto l’alleanza, la Cia e la Confagricoltura a dare vita ad Agrinsieme.
E’ del tutto evidente che una nuova ‘centralina’ della cooperazione – come quella che vuole costituire la Coldiretti erodendo la base sociale delle organizzazioni esistenti – avrà una competenza e un’esperienza da mettere al servizio delle imprese cooperative decisamente inadeguata. Non solo, ma all’interno delle cooperative agricole metterà a disagio i soci che con le proprie aziende aderiscono ad altre organizzazioni professionali (Confagricoltura, Cia e Copagri)”.
Questo modo di fare politica e associazionismo non è certo il “nuovo” che avanza! Questo modo di fare politica e associazionismo, portato avanti da Coldiretti, non ci appartiene!”.
Ciononostante la reazione del mondo delle cooperative associate a Confcooperative Viterbo è stato forte e deciso.
“I cooperatori viterbesi hanno dimostrato di avere buona memoria e di non aver dimenticato gli attacchi che, proprio dalla Coldiretti, sono arrivati al mondo della cooperazione negli ultimi anni. I Presidenti delle cooperative aderenti a Confcooperative Viterbo hanno dimostrato un grande senso di appartenenza, una dignità associativa propria di una classe dirigente che negli ultimi anni è cresciuta e maturata.
Amministratori degni di essere definiti tali, quelli che non ricevono ordini dagli apparati che si credono consolidati. Amministratori che hanno valutato al loro interno, con competenza, quanto sta avvenendo. Hanno maturato nella massima autonomia la validità della rappresentanza offerta dalla Confcooperative, hanno riconosciuto gli sforzi e il lavoro fatto, hanno affermato i valori essenziali che contraddistinguono la Confcooperative e soprattutto hanno apprezzato la loro “casa comune”, quella nella quale ogni giorno vengono affrontati e gestiti con professionalità i loro problemi. Una “casa comune” dove insieme, nel vero spirito della cooperazione, si cercano soluzioni.
A tutti gli amministratori delle nostre cooperative e a tutti i nostri cooperatori – conclude il – va un grazie di cuore per la loro consapevolezza. Consapevolezza di quanto siamo forti se siamo e restiamo uniti. Un grazie per la loro forte presa di posizione nel contrapporsi all’ennesimo tentativo di aggressione e contrasto in totale assenza di confronto e dialogo. La Confcooperative c’è ed è forte. La Confcooperative rappresenta un modello irrepetibile solo perché ha associati consapevoli come voi.
Consiglio di presidenza di Confcooperative Viterbo
