- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“La democrazia è giovane e può crescere con noi”

Condividi la notizia:

Giuseppe Ayala a Caffeina

Riceviamo e pubblichiamo – “La democrazia è giovane e può crescere con noi”.

Questo è il messaggio che il giudice Giuseppe Ayala ci ha comunicato quando, il 9 aprile di quest’anno, ci ha raggiunto al Cinema Genio per partecipare alla nostra assemblea di Istituto come ospite d’onore.

Prima del suo arrivo, tutti eravamo in trepidante attesa: Ayala è uno di quegli uomini che lasciano il segno, uno di quelli che fanno la storia. Fu sostituto procuratore della Repubblica; sostenne l’accusa durante il gigantesco processo degli anni ’80 che determinò 360 condanne, da scontare con 19 ergastoli e 2665 anni complessivi di detenzione; fu alto funzionario in Cassazione, quindi deputato, senatore, sottosegretario al ministero di Grazia e giustizia, attualmente, è consigliere presso la corte d’appello dell’Aquila.

Ayala ha anche pubblicato tre libri: “ La guerra dei giusti”, “Chi ha paura muore ogni giorno” e “Troppe coincidenze”, testimonianza della battaglia italiana contro la mafia e del significativo ruolo da lui giocato. Sono dati che impressionano e rispetto ad essi ci eravamo documentati da tempo, tuttavia, nel corso del nostro incontro, abbiamo scoperto qualcosa di inedito e inaspettato.

Ci siamo resi conto che la statura morale e civile del nostro invitato non è legata solo a queste straordinarie opere: la sua grandezza emerge vigorosamente anche dalla scelta di essere visibilmente presente in un momento di vita studentesca per sostenere l’importanza di un programma educativo centrato sulla legalità.

Il 9 aprile, il giudice Ayala non è arrivato per parlare di sé e di quanto è stato finora compiuto da lui ed altri personaggi importanti; è venuto per parlare di noi e di quello che possiamo fare. E’ in noi che il giudice ripone le sue speranze, le stesse che gli hanno permesso di affrontare il problema della criminalità organizzata convivendo con paure e difficoltà.

“La vostra scuola – ha detto – vi sta sostenendo nel percorso di formazione e la mia aspettativa è che possiate rendere il mondo migliore”. Utilizzando un linguaggio spigliato ed incisivo, Ayala ha risposto con disinvoltura e schiettezza alle nostre molteplici domande entrando in empatia con l’intera assemblea. A parlare non era solo il pubblico ministero del maxiprocesso contro “Cosa Nostra” o il consigliere di Corte d’Appello, l’esponente politico o l’eminente scrittore.

A scagliarsi contro i nemici dello Stato democratico era soprattutto Ayala uomo, quello che spendeva parole dolci e commosse per la sua famiglia, quello che parlava dell’amico Falcone col sorriso ma anche con velo di tristezza; l’uomo al quale non dispiace un po’ di semplicità e che ora, dopo i terribili anni delle “scorte” di protezione, non nasconde di godersi la sua “normalità” lasciandosi andare a quei piccoli piaceri quotidiani (come fare la spesa o prendere il treno) che, ai più, possono sembrare fatti banali e privi di valore.

E’ questo il messaggio più forte lanciato da Ayala: per curare il nostro Paese non è necessario ricoprire cariche di spicco o portare un nome altisonante; la mafia è un fenomeno sociale e, in quanto tale, va eliminato partendo proprio dalla società; una società che pone le sue radici proprio nella scuola. Ecco perché ci ha detto che la rinascita comincia proprio da noi. Ci sono ideali che non sono consumati, principi sui quali, noi ragazzi, dobbiamo riflettere di più per poterli meglio difendere e attuare, ci sono parole sulle quali non ci soffermiamo abbastanza, come democrazia, di cui dobbiamo riscoprire il senso.

Confidandoci i ricordi della sua vita di studente e poi di giovane procuratore ardente di entusiasmo e passione, Ayala si è “avvicinato” a noi; quindi ci ha sollecitato a rimboccarci le maniche e a ritrovare quello spirito combattivo e patriottico che ha animato l’Italia in tanti momenti della sua storia. È così che abbiamo sentito la “bellezza di quel fresco profumo di libertà” di cui era solito parlare Paolo Borsellino suo stretto collaboratore.

Uno spinoziano “legale conviene” è il succo dell’insegnamento di Ayala volto a far capire quanto sia importante assumersi responsabilità ed impegno al cambiamento fin da giovani.

Non ci è sfuggita l’essenza di quella giornata ed ecco perché abbiamo particolarmente apprezzato anche l’accento che il nostro intervistato ha posto sulla valorizzazione del ruolo della donna nella società. Dopo aver ricordato che, fino a pochi decenni fa, solo gli uomini potevano accedere alla magistratura, Ayala ha osservato che “oggi abbiamo un marcia in più” alludendo alla presenza sempre crescente della figura femminile in ambito giudiziario. Così siamo entrati anche nel vivo di una tematica a noi particolarmente cara: quest’anno, dopo che la nostra scuola ha aderito al progetto “Cittadini di domani, studenti consapevoli”, promosso dalla prefettura di Viterbo, abbiamo iniziato a lavorare ad una mostra fotografica dal titolo “Obiettivo donna, la forza del rispetto” e di questo abbiamo già discusso nella nostra precedente assemblea.

Ayala ci ha invitato a non farci sopraffare dall’immobilismo e dalla rassegnazione, perciò non ci sembra inopportuno concludere con le note di una famosa canzone di Luciano Ligabue “Il meglio deve ancora venire” ma, lo confessiamo, non ci sembra male neanche il ritornello “vien la primavera” del celebre canto popolare del Risorgimento italiano (Guarda Gyulai) che un nostro compagno ci sta facendo ascoltare in questo momento.

Gli studenti dell’Istituto Ruffini 


Condividi la notizia: