![]() Villa Rosa |
Riceviamo e pubblichiamo – Riscontriamo la nota con la Congregazione annuncia l’avvio di licenziamenti collettivi per 73 unità di personale, che ci lascia completamente sbalorditi… mai avremmo creduto che davvero la Congregazione intendesse arrivare a tanto.
Peraltro, reiteriamo la richiesta di prendere visione ed estrarre copia della situazione patrimoniale ed economica dell’intera Provincia Italiana, nonché i trattamenti economici erogati ai dipendenti, e/o eventuali convenzioni stipulate dalla Casa di Cura Villa Rosa, richiesta che risale a ben prima del gennaio 2013.
A tale richiesta aggiungiamo quella di conoscere le retribuzioni erogate a tutti i dirigenti della Congregazione, senza eccezione; abbiamo necessità, infatti, di comprendere quale sia l’incidenza dei costi della Dirigenza sui costi complessivi del personale.
Sottolineiamo, peraltro, che la legittimità delle nostre richieste era stata evidenziata anche dal prefetto di Viterbo, al quale la Congregazione non ha neppure indirizzato la nota di avvio della procedura dei licenziamenti collettivi, fosse pure per gratitudine per l’opera di mediazione svolta.
Ricordiamo, infine, come una insufficiente comunicazione alle organizzazioni sindacali costituisca un vizio dell’intera procedura di mobilità collettiva.
Inoltre, considerato che – come abbiamo imparato anche in altre, recenti occasioni – il datore di lavoro deve essere unitariamente considerato ai fini delle procedure di mobilità, e il datore di lavoro è la provincia italiana della Congregazione, chiediamo di ottenere le piante organiche dell’intera Congregazione a livello nazionale, al fine di valutare quale sia il livello di determinazione delle eccedenze, che non è affatto scontato debba essere esclusivamente locale.
Ricordiamo, infine, come la Ausl abbia precisato, nel corso dell’incontro del 21 marzo 2013, che, per quanto concerne il personale sanitario – almeno – esuberi non ne esistono; dunque, non sussiste alcuna eccedenza di personale che determini costi non necessari, ma – al più – una incomprensibile, e asociale, determinazione del datore di lavoro di lucrare profitti, o abbandonare servizi alla collettività per coprire spese probabilmente destinate ad altro.
Il che ci pare l’esatto contrario della vocazione assistenziale che della Congregazione dovrebbe essere l’ispirazione.
Infine, chiediamo sia esperito l’esame congiunto ai sensi dell’art. 5 della legge 223/1991, esame che riteniamo debba avvenire a Viterbo, sul territorio che è interessato dagli effetti devastanti di questa insensata determinazione della Congregazione; crediamo sarebbe utile, peraltro, la prosecuzione della preziosa opera di mediazione istituzionale fin qui promossa dal prefetto di Viterbo e da altre Istituzioni.
Il segretario generale
Angelo Sambuci
R.S. Uil Fpl Villa Rosa
Rossella Brozzetti
