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Minacciata, sequestrata e violentata

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Un'aula del Palazzo di Giustizia viterbese

Era stata portata in Italia con la promessa di un lavoro. Ma una volta arrivata è stata costretta a prostituirsi, minacciata, sequestrata e sodomizzata.

Accuse che ricadono, ora, sui due presunti aguzzini della donna: G.M. e V.M.D., di 36 e 39 anni, entrambi romeni ma residenti uno a Oriolo e l’altro a Civitavecchia. Per i due il processo al tribunale di Viterbo è tuttora in corso.

Devono rispondere di sfruttamento della prostituzione e sequestro di persona. Solo G.M., invece, è accusato di aver violentato la ragazza, picchiandola dopo che si era rifiutata di avere rapporti sessuali con lui.

Stando alle indagini del pm Fabrizio Tucci, è l’ennesima storia della ragazza che parte per l’Italia piena di speranze, ma al suo arrivo trova l’inferno.

Sarebbero stati i due imputati ad accompagnarla nei luoghi in cui doveva prostituirsi. Per convincerla, secondo l’accusa, la minacciavano: o faceva come dicevano loro o avrebbero fatto del male a lei e alla sua famiglia in Romania. La ragazza eseguiva, prigioniera in casa dei due senza alcuna possibilità di uscire.

Solo grazie all’aiuto di due connazionali trovò la forza e il modo di scappare e andare a sporgere denuncia.

Per G.M. e V.M.D. scattò l’arresto, ma la posizione del secondo si alleggerì quasi subito. Il tribunale del Riesame fece cadere l’accusa di violenza sessuale, che restò solo per G.M., rimasto più a lungo in carcere proprio per questo.

Il pm, ora, vuole ascoltare la ragazza, oggi 26enne e ritornata in Romania. Proprio per questo ha chiesto e ottenuto una rogatoria internazionale per raccogliere la sua testimonianza. Gli atti del processo saranno inviati all’autorità giudiziaria romena, che provvederà ad ascoltare la giovane.

Il processo continua a giugno.


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