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Operazione Drago, slittano i patteggiamenti

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Michel Barberio, fratello di Django, arrestato anche lui

Michel Barberio 

Uno degli arrestati, Django Barberio

Django Barberio 

Slittano a luglio i patteggiamenti del processo Drago. 

La maxi operazione dei carabinieri di Viterbo, che portò all’arresto di 40 persone, approda in aula in più filoni diversi.

Uno è quello dei patteggiamenti: una decina gli indagati che hanno scelto il processo con riti alternativi. La maggior parte ha già concluso un accordo per il patteggiamento. Qualcun altro sarà giudicato con rito abbreviato.

Tra questi c’è anche il tatuatore sorianese Michel Barberio, perno dell’inchiesta insieme al fratello Django. Per l’accusa, i Barberio erano la mente della rete di spaccio stroncata dal blitz Drago. Ma le indagini fecero scoprire tutta una serie di altre attività legate alla cocaina: usura, estorsioni, traffico di anabolizzanti. Sostanze, queste, che i Barberio avrebbero utilizzato per primi, per pompare la muscolatura e impaurire i debitori, già vessati da minacce e richieste di denaro.

L’inchiesta, del resto, nasce proprio da uno di loro: Dragos, un cittadino romeno con vecchi debiti di droga che, per vendetta, esplose numerosi colpi di pistola contro la Bmw dei Barberio. Ma l’attenzione si spostò ben presto sui due fratelli.

Per Django, accusato anche di sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale, il processo continua davanti al collegio, con rito ordinario, nel troncone dei reati più gravi. Michel, invece, ha scelto l’abbreviato. 

L’udienza avrebbe dovuto svolgersi ieri mattina, ma è saltata per un paio di notifiche errate. Chi ha scelto il patteggiamento o l’abbreviato, come Michel, dovrà tornare in aula a luglio.


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