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“Polizia locale gravemente sotto organico”

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Maurizio Pinna

Maurizio Pinna

Riceviamo e pubblichiamo – La sicurezza del territorio inizia dalle attenzioni che si rivolgono alle istituzioni preposte a tale scopo. La sicurezza della città di Viterbo non può essere affidata soltanto alle telecamere. Le immagini video registrate dalle varie telecamere, in molti casi di cronaca nera nazionale, si sono rivelate valide per individuare, a posteriori, i responsabili di atti vandalici o criminali. Va bene, ma ciò su cui si deve lavorare, invece, è creare situazioni affinché il controllo del territorio sia preventivo, dissuasivo e, infine, repressivo.

Oltre ai corpi armati dello Stato preposti alla sicurezza, al controllo amministrativo e all’ordine pubblico, funzionalmente alle dipendenze dei vari Ministeri, esiste la Polizia Locale la quale, come dice il nome, opera espressamente per l’Amministrazione comunale dalla quale dipende. Una polizia dei cittadini e della città ma che a Viterbo da troppo tempo soffre di una grave carenza di organico che va a danno di tutti. Dai 120 uomini e donne previsti dalla pianta organica, la Polizia Locale di Viterbo oggi ha una forza effettiva di soli 58 unità che devono fare i conti con i turni di servizio, recuperi, ferie, malattie, uffici, viabilità, emergenze e delicati compiti investigativi e di controllo sia su Viterbo che nelle frazioni. 62 unità in meno che diventano 162 se teniamo conto dei parametri dettati dalla Regione Lazio per le caratteristiche e la vocazione turistica posseduta dalla nostra città.

Se si prendesse in seria considerazione che la Polizia Locale, oltre a dirigere il traffico cittadino ed elevare violazioni per infrazioni al Codice della Strada, assolve delicati e importanti compiti di vigilanza edilizia, commerciale, pubblicitaria, alimentare e ambientale si arriverebbe alla conclusione che il ripristino programmato del suo organico si rivelerebbe un investimento per Viterbo e non un costo.

A fronte di nuovi posti di lavoro nei ruoli della Polizia Locale si aumenterebbe il controllo della città e delle frazioni. La maggiore presenza sul territorio di uomini e donne con funzioni di polizia giudiziaria sarebbe un ottimo deterrente per la microcriminalità, per gli atti vandalici, contro l’imbrattamento dei muri e la distruzione di arredi urbani, contro la guida pericolosa e le soste selvagge nei luoghi più delicati della città. Ma, allo stesso tempo, ne guadagnerebbe la viabilità attraverso un traffico reso “manualmente” più scorrevole, ne deriverebbe una città più pulita in quanto più controllata e, non per ultimo, si offrirebbero qualificati e rappresentativi servizi e informazioni ai visitatori, contribuendo in tal modo ad accrescere l’immagine e il senso di ospitalità turistica di Viterbo.

Per ottenere questi risultati nel centro storico cittadino, nei quartieri, nelle periferie più abbandonate e nelle frazioni, non si può attendere che nelle casse comunali “avanzino” 100 mila euro per assumere due vigili, per usare un termine più antico e familiare. La situazione non cambierebbe. Il ripristino di 120 uomini previsti in organico, comunque sottodimensionato rispetto ai parametri della Regione Lazio che ne indica 220, deve essere inserito tra le priorità della nuova amministrazione, affinché Viterbo possa recuperare le vere funzioni istituzionali di un Corpo che lavora a favore della città e dei suoi cittadini più onesti e rispettosi delle norme.

Nessuno pensa di indire un concorso di 70 o 100 posti con questi chiari di luna, anche se sarebbe da prendere in seria considerazione, ma almeno di programmare dette assunzioni nell’arco del quinquennio. Le economie non possono di certo riguardare la sicurezza, l’immagine e la salvaguardia di quel patrimonio cittadino che vorremmo utilizzare per attirare turismo in una città papale e termale. Spero che nella prossima consigliatura l’argomento trovi condivisione politica e soluzione. Da parte mia, se sarò confermato con la lista “Civica per Viterbo”, l’argomento sarà opportunamente presentato al nuovo Consiglio.

Maurizio Pinna
consigliere comunale


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