![]() Lo sciopero all’Ipercoop |
![]() I segretari Fatiganti, Proietti e Mannino allo sciopero dell’Ipercoop |
![]() I dipendenti dell’Ipercoop in sciopero |
![]() |
![]() Sciopero all’Ipercoop |
![]() |
– Serrande abbassate all’Ipercoop. Oggi niente spesa nel supermercato Unicoop Tirreno.
I dipendenti hanno deciso di incrociare le braccia e proclamare uno sciopero di 8 ore (fotogallery). Lo stato di agitazione è stato indetto dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, congiuntamente alle rsa, alle lavoratrici e lavoratori dell’ipercoop.
I dipendenti e i sindacalisti di Viterbo questa mattina alle 8.30 si sono ritrovati nel parcheggio dell’Ipercoop per spiegare le ragioni della protesta. “Questo sciopero, a 15 anni dall’apertura del supermercato, è davvero un evento storico – dice Elvira Fatiganti, segretaria Uiltucs Uil -. Il nostro obiettivo è la chiusura per oggi del punto vendita. Siamo qui oggi per protestare contro la disorganizzazione di questa azienda e per l’estensione del part time”.
Dello stesso avviso Carlo Proietti della Filcams Cgil: “Abbiamo firmato un accordo che l’azienda ha disatteso. Accordo che prevedeva la stabilizzazione dei precari. Noi non siamo per i giochi quando si tratta della vita dei lavoratori. L’azienda aveva promesso una riorganizzazione del lavoro che non abbiamo visto. Per questo abbiamo indetto un pacchetto di 16 ore di sciopero. Queste sono soltanto le prime 8”.
L’azione di protesta, se non si riapriranno le trattative, potrebbe continuare anche nei prossimi giorni. “Questo è un momento storico – afferma Fortunato Mannino della Fisascat Cisl -. E soprattutto non lo stiamo facendo a cuor leggero, ai lavoratori queste giornate saranno decurtate dalla busta paga, già di per sé leggera. Ma dobbiamo dare un segnale all’azienda. Quello che chiediamo è una distribuzione equa del carico di lavoro festivo e domenicale, la stabilizzazione dei precari e soprattutto la conciliazione tra i tempi di lavoro e familiari”.
In totale lavorano all’Ipercoop di Viterbo 203 persone, l’adesione allo sciopero è stata del 70%.”Non pretendiamo di certo la luna – dice Cristina – quello che vogliamo è un part time vero a 24 o 30 ore, un contratto da 12 mesi per tutti e l’estensione del part time non solo a Natale e Pasqua”.
Quasi tutti i dipendenti hanno un contratto part time a 20 ore a settimana con qualche eccezione. “Io lavoro solamente 9 mesi su 12 – racconta Annalisa -. Ho un contratto che va con la volontà dell’azienda. Guadagno 700 euro al mese, nei mesi in cui lavoro. Sono separata e ho un figli con handicap. E l’unica cosa che ho guadagnato in questi anni è che l’azienda è sempre molto dispiaciuta per la mia situazione. In realtà non interessa a nessuno. E questo si vede anche da fatto che io ho scoperto che il mese prossimo non lavorerò da Facebook. Nessuno si preoccupa mai di avvisare per tempo”.
La prima vittoria dello sciopero arriva alle 9,05. Quando il direttore del supermercato non alza le serrande e appende un cartello con su scritto: “L’Ipercoop rimarrà chiuso per l’intera giornata, causa sciopero dei dipendenti”.





