(g.f.) -La crisi morde, a Viterbo più che nelle altre province del Lazio. L’indagine congiunturale curata per la Cna dal Centro Europa ricerche lascia poco spazio all’immaginazione.
Ci sarà pure una luce in fondo al tunnel, solo che al momento nessuno l’ha ancora accesa. E seppure in un contesto difficile, a livello nazionale c’è un timido tentativo di ripresa e nel Lazio le proiezioni sul primo semestre 2013 danno ordinativi, produzione e fatturato in crescita, Viterbo è la provincia che rimane più indietro rispetto alle altre. In compagnia di Latina.
“Nella Tuscia – spiega Stefano Fantacone, direttore dell’istituto – le previsioni sui primi sei mesi dell’anno sono peggiori rispetto al consuntivo 2012”. Siamo in ritardo.
Sono oltre cento le imprese viterbesi che hanno risposto all’indagine. “Un quarto delle aziende annuncia una riduzione dell’occupazione, con meno ore lavorate – spiega Fantacone – . Non ci sono prospettive di nuovi investimenti per l’88 per cento degli intervistati e solo il dieci per cento sta pensando di farli.
Il credito, invece, sembra meno razionato rispetto alle altre province”. Tuttavia non si guarda all’immediato futuro con troppa speranza.
Alla domanda su dieci imprese quante chiuderanno nel 2013, la risposta degli imprenditori è disarmante: Due o tre per il 17,9%, cinque per l’11,6%, addirittura dieci su dieci per il 9,8%, a fronte del 15,2% secondo cui ne chiuderà una soltanto su dieci.
Che la fine del tunnel ancora non si vede, lo dicono la maggioranza degli imprenditori sentiti: per il 43,8% siamo all’apice della crisi, addirittura per il 35,7% il peggio deve ancora venire e soltanto il 6,3% ritiene che il peggio è già passato.
Tra i fattori che le imprese reputano importanti per aiutare la produzione, nessun dubbio su quale possa essere, per il 36,6% è l’accesso al credito e stamani, alla Camera di Commercio, presentando i dati, Luigia Melaragni della Cna ha presentato una convenzione con Intesa San Paolo da venti milioni di euro per rilanciare il mercato delle ristrutturazioni.
“E’ un settore – spiega Luigia Melaragni – che vive in modo molto più pesante la crisi. Con quest’iniziativa sarà possibile beneficiare di detrazioni fiscali e agevolazioni per ristrutturare casa”.
Fino al 30 giugno la detrazione arriva fino al 50% e per interventi che riguardano l’efficienza energetica, attualmente si arriva al 55%, mentre dal primo luglio sarà del 36%.
“Le nostre sedi – spiega Melaragni – sono a disposizione di famiglie e imprese per tutte le informazioni”. Carivit, gruppo Intesa, per la responsabile d’area Tiziana Ferrante non ha mai smesso di fare credito: “C’impegniamo a seguire con solerzie le richieste che arriveranno – osserva Tiziana Ferrante – metteremo tutte le energie disponibili che abbiamo per fare consulenza corretta, con l’obiettivo di generare un ciclo positivo”.
Sempre sperando in quella luce: “Dobbiamo lavorare – spiega il presidente della camera di commercio Ferino Palombella – per poterla vedere in fondo al tunnel, abbiamo imprese di qualità che devono credere di più in se stesse”. Intanto la Cna ha firmato un appello da presentare a Parlamento e governo per chiedere interventi sulla pressione fiscale, evitare l’aumento dell’Iva, ridurre progressivamente l’Irap e stanziare fondi per gli ammortizzatori sociali in deroga.
All’incontro presente anche Angelo Pieri della Cna.

