– E’ stato fermato con pochi grammi di fumo. Ma la legge italiana non distingue tra droghe leggere e droghe pesanti. Le sanzioni per chi detiene un chilo di marijuana o un chilo di cocaina sono identiche.
Sta alla discrezione del giudice applicare quel famoso quinto comma che riconosce all’imputato una sorta di attenuante e, quindi, una pena più leggera.
La questione è stata sollevata al tribunale di Viterbo dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta, Fabrizio Ceccarelli e Barbara Fubelli.
I legali assistono un 27enne fermato tre anni fa con una modica quantità di hashish. Il processo è appena cominciato davanti al giudice Franca Marinelli.
Gli avvocati hanno presentato un’eccezione di incostituzionalità relativa al dpr 309/90, meglio conosciuto come testo unico sulle tossicodipendenze.
La modifica delle tabelle, applicata tra il 2005 e il 2006, ha uniformato le pene previste per chi viene sorpreso in possesso di droghe. Siano esse leggere o pesanti. E’ proprio questo che contestano gli avvocati: la norma che punisce allo stesso modo chi detiene un grammo di hashish o un chilo di cocaina è incostituzionale. Non solo. I tempi della prescrizione del reato sono comunque gli stessi. In controtendenza con la normativa europea e con la direttiva – non recepita dall’Italia – che prevedeva pene più basse per il consumo di droghe leggere in piccole quantità.
L’eccezione è stata accolta dal giudice Marinelli, che ha inviato gli atti alla Corte costituzionale.
La Consulta, in genere, impiega non meno di tre settimane a decidere. Potrà respingere o accogliere l’eccezione del pool di avvocati viterbesi. In tal caso, la legge potrebbe avviarsi anche verso modifiche sostanziali.
