Riceviamo e pubblichiamo – Comprendo la straziante stanchezza della giovane vittima dello stupro di gruppo a Montalto di Castro e la sua intenzione di non voler presentare ricorso dopo lennesima interruzione dell’iter processuale, in seguito alla decisione del tribunale di Roma di concedere una nuova messa in prova per gli otto ragazzi accusati della violenza.
Non è accettabile che dopo oltre sei anni non ci sia stata ancora una sentenza definitiva rispetto ad un reato odioso come lo stupro.
La richiesta relativa alla possibilità di recupero e inserimento per gli autori del reato non può tradursi in una doppia violenza per la vittima, prima a causa dellabuso subito e poi a causa di inaudite lungaggini processuali.
Questa è una palese violazione dei diritti umani indegna di uno stato di diritto.
Le vittime soprattutto se minori dovrebbero essere supportate dalle istituzioni nel cammino difficile e doloroso per avere giustizia e non subire invece una doppia vittimizzazione.
Per questo motivo ho presentato un’interrogazione urgente al commissario per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza Viviane Reding per denunciare i tempi inaccettabili di questo processo di stupro di gruppo ai danni di una vittima minorenne, in palese violazione dei principi della Carta dei diritti fondamenti dell’Unione europea.
Inoltre ho invitato la commissione a sollecitare l’Italia ad una trasposizione urgente della Direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, anche al fine di ridurre al minimo le conseguenze negative di un reato, i rischi di vittimizzazione secondaria e ripetuta nonché la stigmatizzazione e l’onere che costituisce, per le vittime, l’interazione reiterata con gli organi di giustizia penale.
Roberta Angelilli
Vice presidente del Parlamento europeo
