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Troppo teneri con i buttafuori, nei guai poliziotti e steward

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Relazioni di servizio “morbide” per coprire steward e buttafuori. 

E’ l’accusa rivolta a un gruppo di poliziotti viterbesi, sospettati di aver agevolato il lavoro di alcuni responsabili della sicurezza.

L’udienza preliminare è prossima alla chiusura. Una decina gli imputati, tra i poliziotti e gli stessi steward, destinatari del presunto trattamento di favore.

Non sarebbe stata una cosa reciproca. Anche perché, in tal caso, ci sarebbero stati tutti i presupposti per contestare il reato di corruzione.

Secondo il pm Massimiliano Siddi erano i poliziotti a mantenere un atteggiamento teso ad agevolare il lavoro degli steward. Gli episodi sarebbero molteplici. In qualche caso, stando alle indagini, i poliziotti avrebbero permesso agli steward di svolgere abusivamente l’attività di vigilanza durante manifestazioni o eventi. Un esempio su tutti: i mercatini di Natale, a Viterbo.

Agli steward, in pratica, sarebbe stato permesso di vigilare sulla sicurezza pubblica anche in totale assenza di autorizzazioni. Un’ipotetica linea morbida che cara è costata tanto ai beneficiari, quanto agli elargitori dei favori in questione. Per tutti, il pm Siddi ha chiesto il rinvio a giudizio per favoreggiamento, abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio e falso, in relazione a verbali e relazioni di servizio “ritoccate” o volutamente omissive sulla condotta degli steward.

Le difese hanno chiesto tutte il proscioglimento. Gli avvocati dei poliziotti, in particolare, hanno sostenuto che gli agenti si limitassero a rispettare gli ordini, attenendosi a una direttiva interna alla questura.  

Cinque ore di udienza che hanno visto alternarsi gli interventi del pubblico ministero e degli avvocati Giovanni Labate, Roberto Delfino, Giuliano Migliorati e Fabrizio Ballarini.

A maggio le repliche e la decisione del gup Salvatore Fanti.

 


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