Riceviamo e pubblichiamo – La fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, in occasione del giubileo straordinario 2013 – 2014, disposto per la città di Bolsena, ha elargito una cospicua donazione a favore dell’amministrazione comunale bolsenese.
Con tale danaro la nostra giunta ha deciso di realizzare un monumento dedicato al miracolo eucaristico.
Da circa un mese è stato avviato il cantiere nell’area antistante l’ex palazzo comunale nel tratto adiacente alla via Cassia, ed anche se i lavori non sono stati ancora ultimati già si denota quanto questa opera sia esteticamente discutibile sotto vari aspetti.
A mio avviso il primo scempio da mettere in evidenza è la deturpazione dell’area, causata dalla realizzazione del muro che correndo in orizzontale va a chiudere in maniera del tutto opprimente uno spazio che anche nel piano territoriale paesaggistico viene indicato come insediamento storico urbano di rilievo.
Ma la critica maggiore va rivolta alle dimensioni ed alla scelta del materiale utilizzato per la realizzazione del monumento. Si è cercato in maniera posticcia di ricostruire l’altare dove avvenne il noto miracolo eucaristico, situato presso la basilica di Santa Cristina, creando basamenti e colonne in travertino bianco, stile impero romano, dall’aspetto stucchevole e pacchiano.
A mio avviso più che somigliare all’altare del miracolo questo monumento somiglia alle finte strutture scenografiche utilizzate negli studi cinematografici di Hollywood.
Inoltre, esteticamente parlando, questa opera data la sua inutile fastosità, risulta completamente invasiva e non compatibile né con l’ ottocentesco ex palazzo comunale né con la Rocca Monaldeschi, che percorrendo la via Cassia si scorge sullo sfondo.
Infine un’ altro elemento da sottolineare, è lo sorte ancora incerta dell’Ara di epoca romana che è stata letteralmente estirpata dal posto che occupava da almeno cento anni. Nel progetto realizzato dal Comune di Bolsena il reperto archeologico risulta posizionato sempre nello stesso spazio, all’angolo opposto al nuovo monumento, ma per motivi ancora da chiarire sembra che il sindaco Paolo Dottarelli abbia deciso di spostarlo nella pineta del lungolago viale Diaz.
Ritengo che anche questa sia una scelta sbagliata. E’ palese che ormai rimetterla nello stesso spazio risulterebbe come un altro elemento del tutto incompatibile con il falso altare in via di costruzione, ma almeno che venga scelto un luogo urbanisticamente e storicamente più adatto ad accoglierla, come ad esempio una della piazze del centro storico.
Tra l’altro dopo un attento esame dei progetti presso gli uffici tecnici, ho rilevato che non risulta nessuna autorizzazione, da parte della Sovraintendenza ai beni culturali, che permetta lo spostamento di tale reperto.
La cosa che sinceramente non mi spiego è come la fondazione Cassa di Risparmio abbia potuto avvallare e finanziare i progetti di un’opera cosi artificiale. Vorrei sottolineare che il costo complessivo dell’opera è di 62mila euro. Cifra importante che avremmo potuto utilizzare sicuramente in un miglior modo.
Concludo affermando che questa opera non rende onore né all’ altare del miracolo, considerato come uno dei monumenti più importanti della nostra città, né alla somma di danaro spesa. Sarebbe interessante trovare il modo di interpellare i cittadini per sapere cosa ne pensano, dato che “Vox populi” i primi commenti sono molto simili alla mia critica.
Maurizio Puri
Consigliere di minoranza gruppo Sel di Bolsena
