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Una festa del lavoro all’insegna della disoccupazione

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Miranda Perinelli, segretario provinciale Cgil

Miranda Perinelli, segretario provinciale Cgil

Riceviamo e pubblichiamo – Il primo maggio di ogni anno viene celebrata la festa del lavoro.

Ma il primo maggio 2013 in Italia è caratterizzato da una forte domanda di lavoro ed è il caso di dire che si svolge in un clima di disperazione, di incertezze, e di preoccupazione dovute  al mal governo degli ultimi anni. 

Oggi  raccogliamo i guasti di quel lungo periodo,  che ha portato inevitabilmente alla rottura tra istituzioni e cittadini, tra politica e partiti come luogo di rappresentanza collettiva, tra chi sta economicamente bene e chi sopravvive, consentendo la rottura di quel patto sociale necessario per convivere civilmente.

Non da oggi la Cgil, lancia segnali preoccupanti, che arrivano da diversi settori lavorativi, dicendo che è necessaria una soluzione per quei 500mila lavoratori in Italia e oltre 2 mila nella provincia di Viterbo, che proprio dal primo maggio non avranno più copertura finanziaria della Cig in deroga e per i quali si prospetta il licenziamento, ma che purtroppo si aggiungono alle altre centinaia di migliaia di persone disoccupate di giovani senza futuro, degli esodati per i quali è stata trovata una parziale soluzione, ed il dramma che vivono gli ultra cinquantenni che si trovano nella condizione di espulsi dal mondo produttivo e impossibilitati sia nel trovare nuova occupazione  sia nell’essere collocati in pensione a causa della riforma Fornero che ha prolungato  i requisiti fino a 67 anni di età.

Tuttavia non si possono giustificare gesti inconsulti come gli ultimi fatti di domenica, con il ferimento di due servitori dello Stato, che nulla hanno a che vedere con questo sfascio, ma è un gesto (per quanto si è appreso fino ad ora) che si aggiunge ai tanti tentativi estremi di gridare la propria disperazione individuale, umana, ma che rispecchiano lo stato di malessere generale, un gesto che si può aggiungere ai tanti suicidi di lavoratori, imprenditori, pensionati apparentemente più silenziosi ma solo per chi non vuole ascoltare.

Per questo ribadiamo che i problemi del lavoro e del sostegno economico, vanno risolti con precedenza assoluta. Possiamo adesso dire che abbiamo un governo, un governo che dovremo vedere all’opera, prima di dare giudizi, auspichiamo che  agisca da subito sulle emergenze che si chiamano appunto, finanziamento della Cig in deroga, che si chiamano abbassamento della pressione fiscale, che ci siano provvedimenti per favorire l’occupazione, che si indichi un piano industriale per l’Italia per   fermare la delocalizzazione di molte aziende in altri paesi.

Auspichiamo infine che non sia  un governo che nuovamente trasferisca il peso della crisi soltanto da una parte della popolazione, cioè dei lavoratori, dei pensionati  e dei più poveri. Non sarebbe più sopportabile. Ed è evidente che se questo avverrà, la Cgil manifesterà in tutti i modi possibili la propria contrarietà.

Così come, partendo  dal primo Maggio, mi rivolgo ai candidati a sindaco del Comune capoluogo, e non solo, chiedendo loro, per quanto sarà nelle proprie competenze di pensare ad una  politica che possa sviluppare lavoro, che possa creare opportunità alle nuove generazioni, che faccia leva su un’idea di sviluppo partendo da ciò che abbiamo, come l’agricoltura e la trasformazione dei prodotti, il turismo,  il termalismo, non tralasciando le priorità che sono le opere di collegamento infrastrutturali come la trasversale, ed il collegamento veloce su ferro, da e per Roma.

Nella nostra provincia ricordo, che abbiamo il 13% di disoccupazione ed il  30% di disoccupazione giovanile, per non parlare del distretto della ceramica in grave sofferenza, o del settore dell’edilizia che registra una minore iscrizione agli Enti paritetici negli ultimi quattro anni di 2.500 unità.

Vogliamo che sia un primo maggio che riporti la speranza  di ricominciare un cammino non su strade irte e pericolose, ma che restituisca la dignità alle persone, attraverso il lavoro e con esso la democrazia.

Miranda Perinelli
Segretario generale Cgil Viterbo


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