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– “Unire le tante associazioni di volontariato e metterle in sinergia con il Comune per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini più deboli. Lavorare insieme per ottenere un obiettivo comune, perché solo condividendo risorse e obiettivi è possibile accedere anche a fondi europei, creando nuovi posti di lavoro nel sociale”.
È questo l’appello lanciato dal candidato sindaco di Viva Viterbo, Filippo Rossi, ieri sera alla libreria del Teatro durante l’incontro “Politiche sociali, più sinergia, più efficienza”, organizzato dal Movimento Viva Viterbo.
“La politica – prosegue Rossi – è l’arte di costruire ponti e riempire di felicità il cuore della gente. La politica dovrebbe essere la principale forma di volontariato. Dovrebbe essere coordinamento e far capire ciò che è bene comune. Tutto ciò si può fare unendo le forze e mettendo insieme contributi e idee”.
All’incontro, moderato da Enrico Moreschini proveniente dal mondo dell’associazionismo cattolico, hanno preso parte anche Elisa Calabrò dell’associazione Nidi Insieme, Marco Piacentini dell’associazione di volontariato per il miglioramento dell’assistenza ai malati neoplastici, l’agronoma Francesca Durastanti, Simona Navarra e Marco Olimpieri di Viva Viterbo.
Rilanciare le politiche sociali a Viterbo, valorizzare il ruolo delle associazioni e fare dell’amministrazione comunale un vero punto di riferimento per le famiglie. Questo l’obiettivo.
“Dal duemila – ha detto la Calabrò, per lungo tempo coordinatrice degli asili comunali viterbesi e punto di riferimento nell’ambito delle politiche sociali – nel comune di Viterbo c’è stata un’esplosione di asili nidi privati e convenzionati, perché è stato notevolmente ridotto il numero dei bambini che potevano essere accolti in quello comunale. Sono quindi sorti asili con nomi altisonanti, ma con insegnanti che non hanno la necessaria competenza professionale.
Il nido – spiega la Calabrò – non è un servizio di assistenzialismo, ma un percorso educativo. Nelle altre regioni esiste un limite alla creazione di asili nido e mi sto battendo affinché questo limite sia imposto anche a Viterbo, perché ora non ci sono regolamenti”. “A Viterbo – sottolinea Moreschini – c’erano delle educatrici di elevata capacità professionale che adesso svolgono lavoro d’ufficio in Comune”.
Per il rilancio delle politiche sociali, fondamentale è il coordinamento. “A tale proposito – ricorda Piacentini – il successo del progetto Leila, per la prevenzione dei tumori femminili per donne immigrate, è stato possibile soltanto grazie alla collaborazione di più associazioni di volontariato”.
Molto intensa la testimonianza di Simona Navarra, volontaria come clown di corsia e mamma di un ragazzo con sindrome di down. “Voglio un posto dove tutte queste persone possano interagire e aiutarsi a vicenda, imparare un lavoro, produrre cibo, occuparsi di un orto, vendere prodotti. Ed è necessario pensare a un percorso di vita anche quando noi genitori non ci saremo più”.
“Vorrei essere autonomo al cento per cento perché questa è anche la mia città – ha detto infine Marco Olimpieri – Nel centro storico di Viterbo i locali non sono obbligati a mettere bagni per gli invalidi. Mentre il Comune pretende dai commercianti, che vorrebbero mettere una pedana d’acceso per le sedie a rotelle, la tassa d’occupazione per il suolo pubblico”.

