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Violenza sessuale di Carnevale, chiusa l’indagine

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La questura di Viterbo

La questura di Viterbo

E’ ufficialmente chiusa l’indagine sulla violenza sessuale di Carnevale.

L’unico indagato, un 30enne viterbese incensurato, ha ricevuto giorni fa l’avviso di conclusione delle indagini. Un atto che è quasi sicuramente il segno che la procura non ha alcuna intenzione di archiviare. Almeno non per ora.

L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Russo, ha venti giorni di tempo per decidere se farsi interrogare o presentare memorie. Fin dalla sua iscrizione nel registro degli indagati, ha sempre negato di aver costretto a un rapporto sessuale la trentenne che l’ha denunciato.

Lo scenario, almeno per ora, resta poco chiaro. Il fatto sarebbe successo il 10 febbraio scorso, in pieni festeggiamenti di Carnevale.

Presunta vittima e presunto aggressore erano insieme a un gruppo di amici a Ronciglione, per assistere alla sfilata di maschere e carri. La serata sarebbe poi continuata in un ristorante a Viterbo, nel parcheggio dello stesso ristorante e, infine, a casa di lui. E’ qui che si sarebbe consumata la violenza ipotizzata dagli inquirenti e denunciata dalla donna in questura.

Il pomeriggio del giorno dopo, lei arriva sconvolta all’ospedale Belcolle. Dice di essere stata violentata, ma i ricordi sono confusi. Annebbiati, forse, anche da qualche bicchiere di vino bevuto a cena, in un’allegra serata che, però, per lei, non è finita come doveva. Anche su questo ha cercato di far luce il pm Renzo Petroselli che, a indagine conclusa, oltre agli interrogatori e al referto della visita ginecologica, avrebbe in mano anche i risultati degli accertamenti compiuti per valutare se i due fossero sotto l’effetto di alcol o altre sostanze.

La difesa ribatterà con le indagini difensive sulle quali, però, al momento, il riserbo resta massimo.

Il prossimo passo, salvo archiviazioni, sarà l’udienza preliminare.


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