![]() Filippo Rossi |
Riceviamo e pubblichiamo – Sabato pomeriggio alle 19.00 con gli amici di Viva Viterbo abbracceremo la città. Sì, avete capito bene: ci metteremo tutti intorno alle mura e stringeremo in un abbraccio, letteralmente, la nostra Viterbo. Non è un modo di dire, insomma. Sarà un abbraccio vero, fisico. E siete tutti invitati. Appuntamento alle 19.00, dicevamo, in un punto qualsiasi attorno alle mura.
Quando San Francesco decise di rispondere alla chiamata di Dio, abbandonò tutti i suoi beni, i suoi vestiti e si recò fuori Assisi dove, nascosti alla vista e al contatto con la città, vivevano i lebbrosi.
Francesco era confuso, impaurito, non sapeva come aiutarli o come confortarli e fu allora che compì il primo di una lunga serie di gesti che ancora oggi scuotono il nostro animo e il nostro spirito: indifferente alle loro piaghe li abbracciò, a lungo, senza paura. Lo fece per trasmettere amore, per far capire a quegli “esclusi” che condivideva le loro pene, le loro angustie le loro vergogne.
Quello di Francesco fu un gesto rivoluzionario. Ma, a pensarci bene, quando un amico è in difficoltà o in pericolo, qual è la prima cosa da fare se non abbracciarlo per trasmettergli sicurezza, tranquillità o anche solo il nostro calore?
Ecco il senso profondo di ciò che Viva Viterbo vuol fare con il suo concretissimo abbraccio alla città.
Vogliamo dimostrare, tutti insieme, quanto vogliamo bene a questa nostra città così malandata. Uomini, donne, bambini, ragazzi di ogni età si daranno la mano e avvolgeranno le mura antiche per trasmettere un po’ di amore a una vecchia amica in difficoltà, impaurita dal futuro, dall’assenza prospettive, dalla crisi; un’amica abbandonata a se stessa da chi invece aveva il compito di proteggerla.
È l’abbraccio di una mamma al proprio figlio, è l’abbraccio di un innamorato al suo amore, è l’abbraccio di un bambino al suo cucciolo.
Viterbo ha bisogno di tutto il nostro calore, della nostra volontà di farle capire che un nuovo rinascimento è possibile, che la bellezza ci può condurre fuori dalle secche in cui ci troviamo e farci tornare a crescere.
Viterbo ha bisogno di una “scossa d’amore”, ha bisogno di sentire i suoi cittadini vicini. Insomma, il gesto di prendersi per mano è l’inizio di un nuovo viaggio, verso una nuova crescita. Ci vediamo sabato prossimo alle 19, lungo le mura. Abbracciamo insieme il nostro amore. La nostra città.
Filippo Rossi
