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Accordi sì, apparentamenti no

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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

(g.f.) – Accordi sì, apparentamenti no.

Appena incassata la vittoria al primo turno, per Leonardo Michelini è già tempo di pensare al ballottaggio. Quel dieci per cento su Giulio Marini gli dà un po’ di vantaggio, ma non la certezza della vittoria, come lui stesso ammette: “Il secondo turno – spiega in un incontro al suo comitato – è tutta un’altra elezione”.

Adesso si apre il fronte con i suoi ex rivali candidati sindaci, con cui stabilire intese.

Assicura di non avere parlato con nessuno di loro, che tutto è ancora da decidere, ma qualche idea in testa ce l’ha già: “Il termine apparentamento non mi piace – precisa Michelini – parlerei più di accordo senza ipotesi d’apparentamento. Finora non ho visto nessuno, anche se ci sono stati i pontieri, quelli che costruiscono il ponte per provocare gli incontri, ma non hanno parlato con me”.

Tra apparentamento e accordo la differenza c’è: “Non rinegozio – sostiene Michelini – un percorso e un risultato che sono stati positivi, questo senza pensare che siamo invincibili, ma non voglio penalizzare la nostra identità.

L’accordo è anche un modo per allargare la maggioranza”.

L’apparentamento, quello ufficiale infatti, prevede che la formazione diventi organica alla coalizione, quindi pure nella suddivisione dei diciannove seggi in consiglio comunale che spettano alla maggioranza.

Con un accordo, i diciannove rimangono per la coalizione di Michelini, ma se ne aggiungono di fatto gli altri con cui ci si accorda. Di solito coinvolgendoli con incarichi anche in giunta.

“Non parlo di poltrone o di sedie – ribatte Michelini – anche perché saranno al massimo panche dure e scomode, affidate a chi ha competenze e capacità”.

Il risultato al primo turno Michelini se lo aspettava. “Il malessere in città era percettibile e le previsioni sono state rispettate, è stata apprezzata la novità della coalizione e la lista civica.

Un fatto tanto più importante in una città il cui elettorato è sempre spinto a destra”.

Su intese future: “Io ho fatto dell’aggregazione positiva un mio cavallo di battaglia, ma non si può aggregare chiunque. Vedremo se ci sono punti in comune.

La mia coalizione si è mostrata corretta, i voti disgiunti non ci sono stati o comunque sono stati pochi, ecco perché vorrei mantener questa omogeneità.

Non escludo niente, ma apparentamenti li vedo difficili. Comunque prima ascoltiamo, poi decideremo. Di sicuro non faccio il mercato delle vacche”.

Da Fratelli d’Italia sostengono come al ballottaggio il centrodestra si riprenderà i voti che vi hanno prestato: “Se devo credere a tutto quello che hanno detto finora… – osserva Michelini – qui il punto vero è mantenere Marini o votare Michelini.

Riconsegnare a lui la città o scegliere il cambiamento”.


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