- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Asl, le difese: Dov’è la corruzione?

Condividi la notizia:

Adolfo Pipino

Adolfo Pipino

E’ passata alle difese la parola sull’inchiesta Asl. 

Ieri mattina, prime arringhe dei legali, in risposta alle ventinove richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla procura. Tanti sono gli indagati della maxi inchiesta. Un mare magnum di presunti appalti truccati in cambio di tangenti o consenso politico, che ha investito i vertici della Asl viterbese e una serie di imprenditori.

Nel mirino, la gestione dell’ex direttore generale Giuseppe Aloisio tra gli anni 2006 e 2009. Ma non è ancora venuto il suo turno. 

Davanti al gup di Viterbo Luca Ghedini Ferri hanno parlato per tre ore le difese di imprenditori come Ferdinando Morabito, Gianluca Parroccini, Giampaolo e Francesco Marzetti e del successore di Aloisio, Adolfo Pipino.

Morabito è l’amministratore della Lavin Spa, società che si aggiudicò dalla Asl un appalto da tre milioni di euro per la sterilizzazione dei ferri chirurgici. Parroccini è accusato di aver assunto dipendenti graditi ad Aloisio nella società Ali, in cambio dell’appalto dei servizi di front-office alla società Telbios, per la quale la Ali selezionava personale.

E infine i fratelli Marzetti che, secondo i pm, in cambio di finanziamenti a pioggia al loro progetto su laboratori artistici per disabili, avrebbero affidato un incarico alla moglie del braccio destro di Alosio: Mauro Paoloni, anche lui indagato. Il suo ruolo doveva essere quello di insegnante nei laboratori promossi dall’associazione Aureart, per una somma complessiva di 24mila euro.

In tutti i casi, per le difese, non c’è nessuna prova dell’accordo corruttivo ipotizzato dai pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci. In particolare, nel caso Aureart, l’avvocato Angelo Di Silvio ha fatto notare come i Marzetti fossero solo due semplici associati, mentre a fondare l’associazione era stata proprio la moglie di Paoloni.

Prima dei difensori, ha preso la parola l’avvocato di parte civile Enrico Mezzetti, in rappresentanza dell’associazione Antonino Caponnetto.

Prossima udienza il 12 giugno per continuare con le arringhe delle difese.


Condividi la notizia: