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“Basta tasse su redditi inesistenti”

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L'imprenditore Angelo Anselmi

L’imprenditore Angelo Anselmi

Riceviamo e pubblichiamo – Avendo avuto oggi un incontro con il nostro commercialista, per la discussione del bilancio, siamo venuti a conoscenza di una cosa che ci ha a dir poco sconvolto.

Dopo anni di bilanci chiusi in attivo, quest’anno, nonostante il notevole aumento di fatturato (circa il doppio), chiudiamo con un pareggio.

Abbiamo lavorato tutto l’anno esclusivamente per la sopravvivenza dell’impresa, con tutti gli annessi e connessi. Visto il periodo, non è poco, si direbbe. Ma la cosa che ci sconvolge è che, seppure l’impresa non ha guadagnato, quindi, senza elencare le varie problematiche ormai a conoscenza di tutti (spese bancarie, ribassi insostenibili, ecc.) non ha alcun fondo in cassa, ma deve pagare circa 17-18mila euro di Irap oltre 12mila di Ires.

Nel caso fosse stata in perdita, li avrebbe dovuti pagare ugualmente in quanto per l’Irap, non sono detraibili le spese sostenute per i dipendenti, salvo delle detrazioni, per l’Ires gli interessi passivi (profumatamente pagati) non sono deducibili in quanto superiori al 30% del reddito operativo, così come non è deducibile l’Imu e altre spese sostenute per l’azienda.

Bisogna far presente agli artigiani che lavorano o che sono in procinto di aprire un’attività (semmai ce ne siano), che in caso di assunzione di operai, oltre allo stipendio e ai versamenti contributivi, grava sull’impresa anche una tassa che va pagata anche in caso di pareggio di bilancio o, addirittura, in perdita d’esercizio.

Di che cosa vogliamo parlare, di tassa ingiusta? Che tutto ciò incoraggia nuove assunzioni? Dove sono i politici, i sindacati, le associazioni di categoria, ecc.? Dov’è l’informazione per le imprese?

La sopravvivenza di un’impresa è legata allo svolgimento corretto di un lavoro, preso con un giusto ribasso, che permetta di sostenere le spese necessarie e tutti gli adempimenti di legge. Oggi i ribassi hanno raggiunto limiti inaccettabili, e chi denuncia il contrario è considerato un truffatore.

Combattere queste ingiustizie è una delle battaglie principali da fare.

Non si può pagare una tassa su un reddito inesistente. Chiediamo di essere tutelati e di muoverci immediatamente perché, ormai, come più volte segnalato, abbiamo superato il limite massimo di sopportazione.

Angelo Anselmi


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